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23 OTT
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Il contratto a progetto o co.co.pro.

Lavoro In questo Canale:

Il contratto a progetto o co.co.pro.

A proposito di:

Dopo l'approvazione del Jobs Act, dovrebbero avere le ore contate i contratti co.co.pro., fome di rapporto precario caratterizzate da autonomia del collaboratore, coordinamento con il committente e irrilevanza del tempo impiegato per l’esecuzione della prestazione

​​​​​​​Il contratto ​a progetto o contratto di collaborazione a progetto (co.co.pro.) è quello riconducibile ​​​a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso. Le caratteristiche di questo tipo di contratto sono state l’autonomia del collaboratore, il coordinamento con il committente e l’irrilevanza del tempo impiegato per l’esecuzione della prestazione.

A partire da giugno 2015 non è più possibile stipulare contratti a progetto e, dal 1° gennaio 2016, tutti i contratti afferenti a questa tipologia sono stati obbligatoriamente trasformati in altre forme in vigore.​

Con la Riforma del lavoro voluta dalla ministra Fornero (2012), è stato reso più stringente e ineludibile l’oggetto del contratto: il rapporto di collaborazione non può più essere riferito a un programma di lavoro o a una fase di esso, ma è necessario che il contratto identifichi un progetto specifico. Una circolare del ministero del Lavoro chiarisce vari aspetti legati a questa forma di contratto.

Inoltre occorre che il progetto:

  • sia funzionalmente indirizzato a un determinato risultato finale, che deve essere indicato nel contratto individuale stipulato fra le parti;
  • non consista in una mera riproposizione dell’oggetto sociale del committente;
  • non comporti lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi, che possono essere individuati dai contratti collettivi stipulati dalle maggiori organizzazioni sindacali;
  • salvo che per prestazioni di elevata professionalità, l’attività non sia resa con modalità analoghe a quelle svolte dai dipendenti del committente.

È illeggitimo prevedere un periodo di prova all'inizio del rapporto di lavoro. Per quanto riguarda il compenso, esso npn può essere inferiore ai minimi salariali applicati al settore di riferimento.

Settori dove non è applicabile

Il contratto a progetto non è mai applicabile ai settori dell'artigianato e dell'agricoltura. Nell'industria, invece, non è applicabile agli operai. Nel commercio, sono esclusi gli addetti alla vendita. Mentre nei servizi vale l'esclusione dei profili legati ad attività amministrative che siano ripetitive e/o esecutive.

Il recesso anticipato

La risoluzione del contratto è connessa con la realizzazione del progetto che ne costituisce l’oggetto. Le parti possono però recedere prima della scadenza del termine, per giusta causa o secondo le diverse causali o modalità stabilite nel contratto individuale, compreso il preavviso. Il committente può recedere prima della scadenza del termine, qualora siano emersi oggettivi profili di inidoneità professionale del collaboratore, tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto, a meno che non si tratti di malattia.

Forme di tutela

In caso di malattia e infortunio, il contratto prevede un periodo massimo di assenza non retribuita di 30 giorni, per contratti con scadenza determinabile, o di un sesto della durata prevista, per i contratti con termine prestabilito. In caso di gravidanza, la durata del rapporto di lavoro è prorogata per un periodo di 180 giorni, salvo più favorevole disposizione del contratto individuale.

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