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15 DIC
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La cessione del quinto dello stipendio

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La cessione del quinto dello stipendio

A proposito di:

La cessione del quinto dello stipendio è un particolare tipo di prestito personale, che si può estinguere cedendo quote del proprio stipendio, fino a un massimo di un quinto (cioè il 20 per cento) dello stipendio mensile netto

​​La cessione del quinto dello stipendio è un particolare tipo di prestito personale che si può estinguere con cessione di quote dello stipendio. Il nome deriva dal fatto che l’importo massimo della rata di rimborso del prestito non può superare il valore di un quinto (cioè il 20 per cento) dello stipendio mensile netto.

La durata massima consentita è di 120 mesi. Quella minima abitualmente è di almento 24 mesi. Il termine massimo della durata non può eccedere il termine del rapporto di lavoro. I dipendenti statali, invece, al momento del pensionamento, possono decidere se estinguere il debito o traslarlo sulla pensione, tramite l'Inpdap.

Chi ne può usufruire

Questa tipologia di prestito è destinata a tutte le categorie di lavoratori dipendenti, sia dello Stato e del comparto para-statale, che delle aziende private. Anche i pensionati, di tutti gli Enti pensionistici, possono ottenere la cessione del quinto, ma con una scadenza che non può eccedere il 90° anno di età.

A chi rivolgersi

I prestiti di qualsiasi tipo, per legge, possono essere erogati solo da banche e intermediari finanziari iscritti in un apposito elenco dell'Ufficio Italiano Cambi (Uic). Ma chi desidera contrarre un prestito con cessione del quinto di stipendio, deve rivolgersi tipicamente ad una società di "mediazione creditizia" iscritta all'apposito Albo tenuto dalla Banca d'Italia. Compito del mediatore creditizio è quello di mettere in relazione, anche attraverso attività di consulenza, le banche o gli intermediari finanziari con i singoli clienti, per fare ottenere a questi ultimi dei finanziamenti. Il mediatore creditizio non può chiedere compensi in denaro al cliente che chiede il prestito.

Come funziona

La particolarità di questa soluzione di finanziamento è che il rimborso avviene con trattenuta della rata direttamente in busta paga. Ciò rappresenta una forte garanzia per il creditore, riducendo al minimo il rischio di insolvenza. Oltre tutto, una volta dato il proprio consenso alla trattenuta in busta paga, il lavoratore non può più revocare il pagamento. Ciò implica un coinvolgimento del datore di lavoro, che provvede a pagare la rata alla banca, trattenendo l'importo dalla busta paga del proprio dipendente.

Ruolo del datore di lavoro

Il datore di lavoro è obbligato ad accettare una richiesta di cessione del quinto da parte di un dipendente. In caso di cessazione o sospensione della busta paga (per dimissioni, licenziamento, aspettativa, ecc.), il datore è legittimato a interrompere il pagamento della rata. Egli dovrà trattenere ogni somma maturata dal dipendente presso l'azienda (liquidazione maturata, ultimo stipendio, tredicesima, ferie non godute ecc.) e versare tale somma alla banca erogante. Questa la utilizzerà per estinguere totalmente o parzialmente il debito residuo.

Il datore di lavoro non è mai responsabile del corretto pagamento del prestito.

Assicurazione

Nel contratto con la società finanziaria deve essere compresa anche un'assicurazione, che copra due ambiti:

  • rischio vita, per il quale, in caso di morte, l'assicurazione interviene senza vantare diritto di rivalsa nei confronti degli eredi;
  • rischio impiego (non applicato ai pensionati), per il quale l'assicurazione ha diritto di rivalsa nei confronti del debitore, nei limiti del Tfr  (Trattamento di Fine Rapporto) fino a quel momento maturato.

I dipendenti pubblici hanno più facilità nell'accedere a questo tipo di finanziamento, in quanto meno "rischiosi" per le assicurazioni e gli istituti di credito.