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18 OTT
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Assegno di maternità

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Assegno di maternità

A proposito di:

donna incinta con figlio
Gli assegni di maternità sono una delle forme di sostegno economico che lo Stato riconosce alle madri che non hanno maturato i contributi sufficienti per aver diritto ai trattamenti previdenziali di maternità riservati alle lavoratrici. Ecco come funzionano

Gli assegni di maternità sono sostegni economici per le madri che mettono al mondo dei figli e che non hanno maturato i contributi sufficienti per aver diritto ai trattamenti previdenziali di maternità.

Sono previste due diversi assegni di maternità:

  • un assegno, erogato dallo Stato, rivolto alle madri lavoratrici che non hanno diritto ad altri trattamenti di maternità: lavoratrici o ex-lavoratrici che hanno almeno 3 mesi di contributi nel periodo compreso tra i nove e i diciotto mesi prima del parto, e madri che hanno lavorato per almeno 3 mesi negli ultimi 9 mesi;
  • un assegno, erogato dai Comuni, rivolto alle madri che non hanno diritto né alle altre indennità di maternità né all'assegno statale.
Gli assegni statali

Gli assegni di maternità dello Stato sono erogati alle madri, italiane o straniere regolarmente soggiornanti in Italia, per tutti i bambini residenti in Italia e nati, adottati o presi in affidamento nell'anno in corso. Se, per qualche motivo, la madre non è presente nella famiglia (abbandono del figlio, separazione, ecc.), l'assegno spetta al padre.

La domanda, in carta semplice, deve essere presentata alla sede territoriale dell'Inps entro sei mesi dalla nascita del figlio. Alla domanda deve essere allegata la documentazione che dimostri il possesso di requisiti che danno diritto alla concessione dell'assegno, l'eventuale presenza di altri trattamenti economici o previdenziali di maternità, l'eventuale richiesta dell'assegno di maternità erogato dal comune.  L'assegno è erogato entro 120 giorni dalla richiesta e non è cumulabile con quello del Comune, ma è compatibile con altre forme di sostegno.

L'importo dell’assegno, per le nascite avvenute nel 2014 e per gli affidamenti preadottivi e le adozioni dei minori il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nel 2014, è pari di 2.082,08 euro, erogato in un'unica rata. Gli importi del 2015 non sono stati ancora definiti.

Gli assegni comunali

Chi non ha i requisiti sufficienti per chiedere gli assegni di maternità dello Stato e che non ha nessuna copertura previdenziale può chiedere un contributo economico al Comune.

Il diritto all'assegno è subordinato a limiti di reddito, alla numerosità della famiglia e ad altre specifiche condizioni, considerate attraverso dei parametri, l'Indicatore della Situazione Economica (Ise), e l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee).

L'importo dell'assegno di maternità del Comune (in misura piena), per le nascite, gli affidamenti preadottivi e adozioni senza affidamento avvenuti nell'anno 2014, è di 338,21 euro mensili, per complessivi 1.691,05 euro (338,21 X 5 mesi).

Come requisito di reddito l'indicatore della situazione economica (Ise) con riferimento ai nuclei familiari con tre componenti deve essere entro 35.256,84 euro.

La domanda deve essere presentata presso il Comune di residenza entro sei mesi dalla data del parto. Al modulo della domanda, disponibile presso gli uffici comunali, va allegato l'attestazione dell'Isee e, se si è cittadini stranieri, la fotocopia della carta di soggiorno propria e del figlio/a o la fotocopia della ricevuta di avvenuta richiesta di rilascio della carta di soggiorno, rilascata dalla Questura.

Questo sussidio economico è cumulabile con l'assegno per il nucleo familiare, con quello per famiglie con tre figli minori e con le altre indennità erogate dall'Inps e dagli Enti locali.

Straniere in attesa del permesso di soggiorno

L’assegno di maternità dei Comuni spetta anche alle cittadine non comunitarie residenti in Italia, a condizione esse, all’atto della presentazione della domanda, risultino in possesso della "carta di soggiorno".

Per coloro che hanno presentato domanda per la carta di soggiorno, ma ancora non siano riuscite ad ottenerla entro i termini stabili dalla legge, la domanda di assegno può comunque essere presentata, allegando la ricevuta comprovante l’avvenuta richiesta del titolo di soggiorno, purché entro i 6 mesi dal parto.

Per maturare l'effettivo diritto all'assegno, la persona dovrà poi presentare al Comune il permesso di soggiorno, anche dopo il termine dei 6 mesi (circolare Inps n. 35 del 2010).​​