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12 DIC
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Partita Iva: regime agevolato contribuenti minimi

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Partita Iva: regime agevolato contribuenti minimi

Il regime dei contribuenti minimi consente, a chi ha la partita Iva e non ha ancora compiuto 35 anni, di usufruire di molte agevolazioni, tra cui la fatturazione senza addebito dell'Iva e senza ritenuta d'acconto, non potendo però detrarre l'Iva sugli acquisti effettuati

Uno dei regimi più interessanti che si possono scegliere con la Partita Iva è quello dedicato ai cosiddetti contribuenti minimi. È stato introdotto con la legge finanziaria per il 2008, con validità a partire dal primo gennaio 2008. Il regime, con la Manovra economica del 2011 (d.l. 98/2011), ha subito importanti modifiche che hanno avuto effetto dal primo gennaio del 2012.

Nuovo regime dei minimi

Con la Manovra economica del 2011 è arrivata un'importante rimodulazione e concentrazione degli incentivi fiscali: lo scopo dichiarato è favorire la costituzione di nuove imprese o nuove attività professionali ad opera di giovani. La novità principale riguarda l'imposta sostitutiva di Irpef e Irap che scende dal 20 al 5 per cento. Vengono poi imposti dei limiti temporali e delle particolari condizioni d'accesso. Ecco tutti i dettagli:

  • avvio attività: dal primo gennaio 2012 potranno aderire tutte le imprese avviate non prima del 31/12/2007;
  • durata: si potrà fare attività con il nuovo regime dei minimi fino al compimento del 35° anno di età;
  • aliquota dell'imposta sostitutiva: fissata al 5 per cento, sostituisce Irpef e Irap. Prende il posto del 20 per cento precedentemente previsto nel regime dei minimi;
  • condizioni d'accesso: mancato esercizio, nei tre anni precedenti l'inizio dell'attività, di attività artistica, professionale, anche in forma associata o familiare; la nuova attività non deve essere la prosecuzione di altre attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro autonomo o dipendente; i ricavi realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di avvio non devono essere superiori a 30 mila euro;
  • esonero dall’applicazione degli studi di settore e da quasi tutti gli adempimenti contabili, ma non quello della dichiarazione dei redditi;
  • conservazione dei documenti di acquisto e delle fatture emesse, senza tenuta contabilità;
  • fatturazione senza addebito dell'Iva;
  • fatturazione senza ritenuta d'acconto (provvedimento del direttore agenzie Entrate del 22 dicembre 2011 );
  • impossibilità di detrarre l'Iva sugli acquisti;
  • perdita degli oneri deducibili (spese sanitarie, interessi passivi su mutui prima casa, assicurazioni ecc.) e detrazioni di imposta per familiari a carico.
  • assenza di acquisti nel triennio solare precedente di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto e di locazione, pure finanziaria, per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro;

Chi intraprende attività che rispecchiano i requisiti per accedere al regime dei minimi deve comunicare lacircostanza nella dichiarazione di inizio attività. I contribuenti già in attività che, pur essendo nelle condizioni per essere considerati contribuenti minimi, decidono di optare per il regime ordinario, devono esprimere la scelta nella prima dichiarazione annuale da presentare e la scelta sarà vincolante per i tre anni successivi. Chi, contestualmente all'attività professionale svolta singolarmente, partecipa ad associazioni professionali o a società a responsabilità limitata o a società di persone, non può essere considerato contribuente minimo. I contributi previdenziali si possono dedurre per intero dal reddito ed è ammessa la compensazione di perdite riportate da anni precedenti.

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Regime degli ex minimi

La stessa manovra correttiva ha determinato un ridimensionamento per tutti coloro erano precedentemente nel regime dei minimi, ma dal 2012 in poi non possono rientrare nel nuovo regime fiscale (per i limiti anagrafici o per le aggiornate condizioni d'accesso, ad esempio).

Il cosiddetto regime degli "ex minimi", pur conservando alcune agevolazioni contabili, come l’esclusione Irap, è tuttavia sottoposto alla tassazione ordinaria. Tali contribuenti perdono quindi la tassazione sostitutiva con l’aliquota fissa del 20 per cento e tornano a pagare e detrarre l'Iva.  Ecco quali sono le caratteristiche principali del regime degli ex minimi:

  • Obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi;
  • Esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte dirette e Iva;
  • Esclusione dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell’Iva (si paga una volta l'anno);
  • Esenzione dall’applicazione dell’Irap;
  • Obbligo di procedere alla liquidazione annuale dell’Iva;
  • Impossibilità di incameramento dell’Iva contenuta nel corrispettivo pattuito;
  • Determinazione del reddito con le regole ordinarie tipiche della categoria di appartenenza (non c'è più il principio di cassa);
  • Calcolo delle imposte dovute in funzione delle aliquote e degli scaglioni progressivi;
  • Imputazione delle addizionali all’Irpef;

Il regime degli ex minimi non ha limiti temporali di applicazione.