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17 OTT
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Successione legittima

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Successione legittima

A proposito di:

Si parla di successione legittima nei casi in cui non c'è un testamento scritto. L'eredità va ai congiunti più stretti del defunto, secondo un preciso ordine di precedenza, determinato dall'intensità del vincolo di parentela, ben definite dal Codice civile

​​La successione legittima interviene solo in mancanza di un testamento. In questo caso è la legge che stabilisce le persone a cui va l'eredità, individuandole tra i congiunti più stretti del defunto secondo un preciso ordine di precedenza, determinato dall'intensità del vincolo di parentela.

Subentrano nel patrimonio ereditario quindi:

  • il coniuge;
  • i figli. In mancanza del coniuge ai figli spetta l'intera eredità che è divisa in quote uguali;
  • gli ascendenti. In mancanza del coniuge, di figli e dei fratelli o sorelle del defunto, l'intera eredità va agli ascendenti (genitori). In concorso con fratelli e sorelle, gli ascendenti hanno diritto alla metà del patrimonio ereditario e l'altra metà verrà divisa tra i fratelli e le sorelle;
  • i fratelli e le sorelle, ai quali spetta l'intera eredità solo quando il defunto muore senza lasciare né coniuge, né figli, né ascendenti;
  • i parenti in linea collaterale dal terzo al sesto grado (per esempio zii, cugini, figli di cugini) quando mancano le categorie sopra elencate. L'eredità si divide in parti uguali tra i parenti del grado più vicino con esclusione dei parenti di grado ulteriore.
La successione del coniuge

Per quanto riguarda la successione legittima del coniuge, vediamo di seguito cosa può accadere, se il marito o la moglie vedovi non sono gli unici ereditieri viventi:

  • se il defunto non lascia figli, genitori o fratelli; in questo caso il coniuge eredita l'intero patrimonio;
  • se esiste un solo figlio, ciascuno eredita la metà;
  • se i figli sono più, il coniuge ha diritto ad un terzo del patrimonio mentre i restanti due terzi vengono divisi in parti uguali tra i figli;
  • se esistono solo ascendenti, a questi spetta un terzo mentre i restanti due terzi vanno in eredità al coniuge;
  • se esistono ascendenti e fratelli del defunto, il coniuge eredita sempre i due terzi, mentre il restante terzo viene diviso tra gli altri.

Al coniuge è riconosciuto per legge il diritto di abitare per tutta la vita la casa coniugale anche se di proprietà di altri eredi e di usare i mobili che l'arredano. Il coniuge separato cui è stata addebitata la separazione è escluso dalla successione, ma se a questo venivano corrisposti dal defunto gli alimenti, il diritto all'assegno alimentare sarà a carico dell'eredità. Il divorzio, sciogliendo il vincolo matrimoniale, annulla ogni diritto successorio dell'ex coniuge.

Infine lo Stato interviene in mancanza di parenti entro il sesto grado ed è "erede necessario" in quanto non può rinunciare all'eredità. Risponde dei debiti ereditari nel limite del valore dei beni acquisiti. Sono esclusi dalla successione legittima gli affini. Se gli eredi legittimi sono già deceduti al momento di ereditare, interviene l'istituto della rappresentazione: essi sono cioè sostituiti dai loro discendenti diretti.

La mediazione obbligatoria

A partire dal 20 marzo 2011, per tutte le controversie legate alla procedure ereditarie, prima di procedere con la giustizia ordinaria, è obbligatorio avvalersi della procedura di mediazione civile.