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13 DIC
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Storia dell'albero di Natale

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Storia dell'albero di Natale

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L'8 dicembre, festa dell'Immacolata, è il giorno tradizionalmente dedicato dalle famiglie a fare l'albero di Natale. Ecco la storia di questo simbolo diffuso in tutto il mondo, che affonda le sue origini nel mondo pagano, e che ha preso a prestito significati da tante culture diverse

​​​​​L'albero è sempre stato simbolo di vita per tutte le culture, ancora prima della nascita del Cristianesimo. Nella cultura cristiana, il legno della croce di Cristo è anche legno che può fiorire, come testimoniano incisioni e dipinti in catacombe e battisteri di epoca paleocristiana. Un'antica tradizione pagana voleva che per il nuovo anno si portasse in casa un ramo beneaugurate, il ceppo, per poi bruciarlo nel camino. Simbolicamente si bruciava il passato e le scintille che salivano nella cappa erano la luce dei giorni in arrivo. In quell’occasione, ci si scambiavano anche i doni.

L'abete

Un'usanza medioevale era quella degli "Adam und Eva Spiele", i giochi di Adamo ed Eva, la ricostruzione nella notte del 24 dicembre del paradiso terrestre, con alberi di frutta simbolo della vita e dell’abbondanza. A questi alberi da frutto, con il tempo si preferì l’abete, il "Tannenbaum", perché sempreverde. Un’antica favola popolare racconta che il magico dono di mantenere intatto il suo colore e le sue foglie sia stato un dono di Dio all’albero che era stato un rifugio dai suoi nemici. L’abete era considerato albero sacro anche nell'antico Egitto dove era considerato l’albero della Natività, perché sotto i suoi rami era nato il Dio di Biblos. In Grecia era l’albero consacrato alle nascite e in Asia settentrionale era l’albero cosmico, piantato al centro dell’universo.

Il ruolo di Goethe

L'albero di Natale nasce ufficialmente intorno al 1605: in una cronaca di Strasburgo si legge che gli abeti, "Dannenbaumen", in tedesco arcaico, erano portati nelle case e ornati con mele, zucchero e fiori di carta, oggetti simbolo di fertilità. La fortuna e la diffusione dell’albero addobbato si devono allo scrittore tedesco Wolfgang Goethe, che, pur non essendo particolarmente religioso, amava moltissimo la tradizione dell’albero di Natale, all’epoca molto diffusa in Germania, soprattutto nelle case dell’aristocrazia. Nella sua opera più famosa, "I dolori del giovane Werther", l’insigne scrittore inserisce anche una descrizione dell’albero natalizio, che da quel momento in poi, debutta anche nella grande letteratura.

La tradizione romantica

In epoca romantica, l’albero di Natale raggiunge il suo splendore e l’antica tradizione è maggiormente valorizzata. È di questo periodo la canzone "Oh Tannenbaum, oh Tannembaum" ("Oh albero, oh albero"), ancora oggi una delle canzoni natalizie più cantate non solo in Germania, ma anche nel nostro Paese. In Francia, nel 1840, la principessa Elena, sposa del duca d’Orleans, addobbò un albero di Natale alle Tuileries a Parigi, che provocò stupore nell’intera corte. Non tutti sanno che le luci con cui addobbiamo l’albero simboleggiano la luce che Gesù porta nel mondo, mentre le sfere, i pacchettini, le caramelle appese ai rami, sono il simbolo dell’amore che Gesù porta in dono all’umanità.