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12 DIC
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Scrivere un buon tema

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Scrivere un buon tema

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I consigli degli esperti per scrivere un buon tema all'esame di maturità e non solo. Dall'organizzazione del lavoro agli errori da evitare, ecco quali sono i trucchi per un produrre un testo veramente ineccepibile

Vediamo insieme alcuni piccoli suggerimenti per affrontare la prima prova all’esame di maturità. Come di consuetudine a partire dal 2013, le tracce dei temi si scaricherrano ​direttamente da Internet.

Traccia

Per iniziare soffermiamoci sulla traccia della prova. Il più delle volte proprio nel titolo del tema è racchiusa la scaletta da seguire. Prepariamo poi una lista o una mappa concettuale del contenuto. Mettiamo subito su carta tutte le nostre idee sull’argomento e organizziamole in una lista di priorità (introduzione, evoluzione storica, contesto attuale, approfondimenti, conclusione). Scegliete quindi il taglio da dare al tema sulla base della tipologia scelta e calibrate allo stesso modo il linguaggio (se è un articolo di giornale per una rivista giovanile userà termini e osservazioni diverse rispetto ad un saggio da pubblicare su una rivista scientifica).

Svolgimento

Passiamo quindi alla fase dello svolgimento del tema. Ricordiamoci di scrivere in maniera chiara e semplice con periodi brevi, senza usare troppi avverbi e aggettivi. Attenzione alla punteggiatura, all'ortografia e alla sintassi: gli errori di forma quando sono gravi possono pregiudicare il buon esito del tema.

È sempre importante far emergere il nostro punto di vista, evitando luoghi comuni e frasi fatte. Se alla fine il tema ci sembra troppo breve ma le idee sono finite prendiamo una lunga pausa di riflessione per cercare altri spunti o con un po' di astuzia utilizziamo ripetizioni mascherate di uno stesso concetto, ma inserite nei punti giusti.

Cosa evitare

Ecco cosa è bene evitare per non compromettere un lavoro che, per i suoi contenuti, meriterebbe una buona valutazione:

  • il ricorso frequente alle parole generiche (cosa, roba, persona);
  • la ripetizione di parole vuote, usate come intercalari (cioè, insomma, allora);
  • le parole che fanno parte del lessico giovanile e che non sono dettate da necessità stilistiche (quali: "alzare dei soldi" per "prestare dei soldi"; "ci siamo spaccati" per "ci siamo divertiti"; "accannare qualcuno" per "lasciare qualcuno" );
  • le parole e le espressioni dialettali, comprese le varietà di italiano regionale (del tipo: "prestinaio" a Milano e "fornaio" nel Sud per "panettiere"; "bizze" per "capricci"; "caciara" per "confusione"; "ganascia" per "guancia"; "tenere" per "avere"; "uscire pazzo" per "impazzire");
  • replicare soltanto gli spunti presenti nella traccia senza elaborare un pensiero critico sull'argomento del tema.
Revisione

Infine la revisione. La rilettura del testo è un momento spesso sottovalutato dagli studenti. Controlliamo tutte le regole grammaticali, sintattiche, di ortografia e di punteggiatura e diamo "uno sguardo d’insieme" al tema verificandone la coerenza e l'armonia, cioè la giusta proporzione tra introduzione, corpo e conclusione.