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18 OTT
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Sagre e feste popolari della Settimana Santa

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Sagre e feste popolari della Settimana Santa

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Durante la Settimana Santa sono molti gli appuntamenti: tra riti sacri, feste popolari e sagre, ecco alcuni degli appuntamenti più interessanti da vivere in giro per l'Italia insieme a a tutta la famiglia

​​​​Sono tante le processioni, i riti, le sagre e le feste popolari con i quali si celebra la Settimana Santa nella nostra Penisola. Un viaggio in Italia andando da nord ovest verso sud, per scoprire come, tra riti religiosi e antiche tradizioni popolari, gli italiani festeggiano la Pasqua.

Oleggio: Corsa della Torta

Nella cittadina di Oleggio, in provincia di Novara, per le festività pasquali, si partecipa alla corsa della torta. La tradizione, che sembra risalire al XII secolo, comincia con varie rappresentazioni e un corteo al quale partecipa tutto il paese. La corsa della torta comincia nella piazza, dove si riunisce la parata e vi partecipano i giovani celibi dei diversi rioni: il vincitore porta a casa una torta, primo premio della gara.

Bormio: Carri allegorici e sfilate

Anticamente nel paese erano portati nella piazza gli agnelli agghindati, per poi essere benedetti nella messa pasquale. Oggi a Bormio, in provincia di Sondrio, la tradizione vuole che ogni contrada del paese prepari carri allegorici colorati, che sono portati a spalla per le vie del centro. Accompagnati dalla folla, dai canti e dalla musica, i carri arrivano nella piazza, dove sostano fino il lunedì di Pasqua.

Mantova: Ostensione dei Sacri Vasi

La storia dei Sacri Vasi di Mantova risale a san Longino che si narra, ferì Gesù con una lancia. Dopo essersi pentito, il soldato romano raccolse il sangue del Redentore nei vasi che furono poi ritrovati nel giardino dell’ospedale dei Pellegrini. La processione, che il venerdì Santo si tiene a Mantova, è un rito serale che si svolge nelle vie cittadine dopo l’ostensione dei Sacri Vasi sull’altare della Basilica.

Zuglio: Bacio delle croci

A Zuglio, in provincia di Udine, nella zona dove un tempo sorgeva la chiesa di S. Pietro di Carnia, risalente all’VIII secolo d.C. e situata su un’altura, si svolge il rito sacro del bacio delle croci. Dal paese, nel giorno dell’Ascensione, ogni parrocchia porta in processione verso il luogo sacro la propria croce abbellita da nastri e corone, seguita dai fedeli e dalla benedizione del parroco. I festeggiamenti si svolgono tutt’intorno all’altura tra i campi di Zuglio con musica e banchetti.

Santa Maria della Longa: Sagra del lunedì di Pasqua

A Santa Maria della Longa, sempre in provincia di Udine, si svolge la sagra del Lunedì di Pasqua, una manifestazione che risale al 1700. Una festa paesana da trascorrere tra balli, canti e giostre. In piazza sono allestite altalene e il tiro al bersaglio, e le stradine sono affollate da venditori ambulanti che vendevano arance, mandarini e carrube. In passato si organizzavano come oggi, feste da ballo presso i cortili, nei poderi, e nelle osterie, che continuano dal vespro al tramonto.

Tredozio: Sagra e il Palio dell'Uovo

A Tredozio, in provincia di Forlì, la domenica di Pasqua e il lunedì dell’angelo si svolgono la Sagra e il Palio dell’Uovo. La prima gara è la corsa dell’uovo, poi si prosegue con la ricerca dell’uovo nel pagliaio e con la battaglia delle uova. La Gara dei Mangiatori di Uova Sode ed altri giochi tipici della tradizione agreste, come la famosa pentolaccia e la corsa con l’uovo nel cucchiaio, terminano con la consegna dell’uovo d’argento.

Cervia: Sposalizio del mare

Il rito che ogni anno si ripete per le festività pasquali a Cervia, in provincia di Ravenna, è lo Sposalizio del mare. Antiche fonti orali narrano della disavventura del Vescovo in mare, il quale riuscì a calmare la tempesta donando al mare il suo anello episcopale. Da allora al porto di Cervia vengono allestiste a festa le imbarcazioni che, raggiunte dal clero e dalle autorità, prendono il largo. Caratteristico il corteo, accompagnato da balli e canti, che si raduna per ascoltare le parole di benedizione del Vescovo, seguite dal lancio dell’anello.

Firenze: Scoppio del Carro

Lo scoppio del Carro è una festa fiorentina che deve la sua origine a tre schegge del Sacro Sepolcro conservate nella Chiesa dei Santi Apostoli. La storia narra che i crociati nella Chiesa della Resurrezione distribuivano il fuoco benedetto provocato dai tre frammenti del Sepolcro. Oggi il fuoco sacro è trasportato da un carro trainato dai buoi con una torre, ed è accompagnato da un corteo di musicisti e sbandieratori. Dopo la messa viene accesa la miccia del razzo collegato alla colombina che dà inizio all’emozionante scoppio del carro.

Porto Recanati: Bara de notte

Il Venerdì santo comincia a Porto Recanati, in provincia di Macerata, la popolare festa pasquale che risale al 1713, quando fu istituita la Confraternita del Cristo Morto. Si organizza per la Pasqua un convitto per assistere i poveri e la processione che accompagna la bara, oggetto principale della tradizione. Un artigiano è incaricato dal suo predecessore di costruire con legno e tela la bara che contiene il simulacro del Cristo, portato poi in processione da dodici pescatori accompagnati da canti e inni tradizionali.

Urbania: Punta e Cul per Pasqua e Pasquetta

A Urbania, in provincia di Pesaro, per Pasqua e Pasquetta ogni anno si rinnova l’antica tradizione di Punta e Cul, dove centinaia di uova sode si trasportano nell’aia dentro un cestino: la gara consiste nel battere le uova l’una con l’altra, il vincitore è quello il cui uovo rimane intatto e che conquista tutte le uova che aveva rotto. La tradizione è ispirata alle usanze delle aie contadine dove, la mattina di Pasqua e nei due giorni che la seguivano, ci s’incontrava per sfidarsi al gioco dell’uovo.

Tarquinia: Processione del Cristo

La processione del Cristo nella provincia di Viterbo è caratteristica per la sua velocità. Gli abitanti del paese, infatti, festeggiano la celebrazione della Santa Pasqua con un corteo che vede correre su e giù per le strade di Tarquinia la statua di Gesù Crocefisso. Il rito, chiamato anche Corsa di Cristo, è rappresentato da una settecentesca scultura portata a spalla e un corteo in giro per il paese,  accompagnato da spari di fucile e doppiette maremmane.

Sulmona: la Madonna che scappa

A Sulmona, in provincia dell’Aquila, la domenica di Pasqua si rinnova uno dei riti più affascinanti di tutto l’Abruzzo, la Madonna che scappa perdendo il manto nero: tra le mani della sua statua spunta una rosa rossa e delle candide colombe che secondo la tradizione sono auspici di prosperità. Comincia così il corteo accompagnato dal suono delle campane in festa e dai fuochi d’artificio. Una celebrazione di origine medievale che si svolge nella scenografica piazza Garibaldi, nel parco nazionale della Maiella.

Orsogna: Ballo dei Talami

La tradizionale festa pasquale a Orsogna, in provincia di Chieti, affonda le sue radici nelle credenze popolari del passato, si narra, infatti, che la Madonna del Rifugio, trovata nella chiesa distrutta dai bombardamenti, copriva con il suo manto azzurro i fedeli che si trovavano lì per pregare. Oggi nelle festività si riproduce quell’episodio nei diversi rioni, si allestiscono Sette Talami che raffigurano la Madonna e i suoi fedeli con personaggi viventi e si procede nella sfilata per le stradine di Orsogna fino ad arrivare alla chiesa.

Barano D’Ischia: Ballo ‘Ndrezzata

La danza chiama Ndrezzata, che vuol dire intrecciata, è una tradizione pasquale di Barano d’Ischia: la musica folkloristica dei tamburi accompagna una ventina di uomini vestiti in costumi che ricordano i guerrieri nelle battaglie. L’origine di questo rito danzante risale alle battaglie dei saraceni, anche se non è storicamente accertato da date o reperti che ne certificano l’esistenza nel passato. Oggi è una ricorrenza che viene rispettata per i suoi buoni auspici.

Bagnara Calabra: L’affruntata

In questo paese, in provincia di Reggio Calabria, festeggiano la pasqua con il rito dell’affruntata, una processione particolare del Cristo Risorto che s’incontra con la Madonna. Due cortei partecipano all’incontro partendo da due luoghi opposti: le persone in costume, che rappresentano gli angeli, le pie donne e gli apostoli, seguono le statue che sfilano per le vie del paese. Il suggestivo rito raffigura l’incontro tra madre e figlio, che annunciano la resurrezione.

San Demetrio Corone: Primavera albanese

La Pasqua nella provincia di Cosenza è rappresentata dalla Primavera albanese, un antico rito che risale all’origine etnica del paese di San Demetrio. La festa dura per l’intera celebrazione pasquale e comincia il sabato quando tutti i partecipanti si recano alla fontana del paese e, nel silenzio solenne, s muovono in processione. Giunti alla fontana bevono l’acqua in segno di augurio e danno inizio ai festeggiamenti con canti greci e un grande falò acceso nella piazza centrale.

Sicilia: la Pasqua sull’isola

Il periodo pasquale è festeggiato in diversi paesi siciliani con tradizioni caratteristiche che ogni anno attirano turisti da tutta l’Italia (si veda il documento allegato). La domenica di Pasqua, nella maggior parte dell’isola è festeggiata nelle piazze con la rappresentazione dell’incontro tra Maria e Gesù Risorto, chiamata secondo la località, Junta o ‘Ncontru. I riti e le processioni appartengono alla tradizione siciliana, come quella di San Cataldo, dove apostoli giganti in cartapesta accompagnano il corteo. I festeggiamenti pasquali in Sicilia sono attesi come un rinnovo dell’esistenza: un commiato all’inverno celebrato con riti e tradizioni antiche.

Sassari: la Settimana Santa

A Sassari, le celebrazioni per la Settimana Santa si aprono con la messa nella Chiesa delle Monache Cappuccine e con la benedizione delle Palme nella Chiesa della SS. Trinità. Una celebrazione di grande effetto è la rappresentazione della Madonna dei sette dolori: una statua della Vergine Maria è portata in processione dai membri di tutte le confraternite alla ricerca del Figlio morto. Arrivati in Piazza Colonna Mariana avviene il commovente incontro con il Cristo Risorto.

Approfondimenti

Le tradizioni della Pasqua in Sicilia (pdf)