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19 OTT
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La procreazione assistita

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La procreazione assistita

A proposito di:

Le coppie che non riescono ad avere figli ricorrono sempre più spesso alla procreazione assistita, a volte all'estero, a causa dei vincoli normativi, che in Italia sono particolarmente restrittivi

​​​​​​Per procreazione medicalmente assistita (Pma) si intende l'insieme dei metodi che permettono di aiutare gli individui a procreare, siano esse chirurgiche, ormonali, farmacologiche o di altro tipo. Il termine fecondazione assistita riguarda invece solo una parte, di tali tecniche, cioè la fecondazione dell'ovulo da parte dello spermatozoo.

In Italia la materia è regolata dalla Legge n. 40 del 2004 - più volte modificata da varie sentenze - i cui punti salienti sono descritti di seguito.

  • L'accesso alle tecniche di Pma è consentito solo alle coppie formate da maggiorenni eterosessuali, coniugate o conviventi, in cui entrambi siano viventi e in età potenzialmente fertile.
  • L'accesso alla tecniche di Pma è consentito solo se l'infertilità non è risolvibile altrimenti.
  • Nell'utilizzare le tecniche si deve seguire un principio di gradualità, scegliendo prima quelle meno invasive dal punto di vista tecnico e psicologico.
  • È consentita la fecondazione eterologa, cioè l'utilizzo di gameti (ovociti o spermatozoi) esterni alla coppia. Era stata vietata dalla legge 40, poi sme​​​​​ntita dalla sentenza della Corte costituzionale del 9 aprile 2014. 
  • È vietata la la cosiddetta "maternità surrogata", cioè il ricorso all'utero di un'altra donna.
  • Prima di iniziare un ciclo di Pma, occorre dare il proprio consenso informato. La volontà può essere revocata fino al momento della fecondazione dell'ovulo.
  • È vietata qualsiasi sperimentazione, manipolazione o intervento sull'embrione che non siano diretti esclusivamente alla tutela della sua salute (deve essere escluso cioè qualsiasi scopo eugenetico o selettivo). Gli embrioni non possono essere né soppressi, né "crioconservati" (cioè ibernati). L'unica eccezione alla crioconservazione è l'impossibilità per gravi motivi di salute della donna, di eseguire un trasferimento in utero. I gameti invece possono essere crioconservati.
  • I nati da Pma hanno lo stato di figli legittimi o riconosciuti dalla coppia.

Con la legge di stabilità 2015, inoltre, ​è stato istituito Registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive: lo scopo​​​ è quello di poter tracciare le cellule, sia da donatore a nato che viceversa, tenendo nota del conteggio dei figli generati dalle cellule di ogni donatore.

Fecondazione eterologa: quanto ​costa

Per accedere alla fecondazione eterologa è stato fissato un costo condiviso a livello nazionale, in base a un accordo tra gli assessori regionali alla Sanità. Il costo varierà di poco da regione a regione, a causa delle differenze di ticket, da un minimo di 400 a un massimo di 600 euro. La somma da pagare a carico del cittadino dipende da tutti i contributi richiesti per le singole prestazioni mediche necessarie a completare la pratica, cone ad esempio la fecondazione in vitro, le analisi del sangue e le ecografie.​

In Lombardia invece la fecondazione eterologa deve essere pagata per intero dai cittadini, con cifre stimate tra i 1.500 e i 4.000 euro in base alla tecnica di fecondazione scelta. I cittadini lombardi dovranno pagare la prestazione interamente anche se accederanno alla pratica fuori dalla regione.​

Come funziona​

Nel seguente video, realizzato da una Asl, è spiegato come avviene la fecondazione assistita in una struttura pubblica.

 
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