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19 OTT
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La riforma della Buona Scuola in breve

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La riforma della Buona Scuola in breve

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riforma buona scuola
I principali contenuti della "buona scuola", il disegno di legge di riforma della scuola che il governo Renzi ha sottoposto al Parlamento è che è destinato a cambiare in profondaità soprattutto i sistemi di gestione dei singoli istituti scolastici

La Buona scuola è il titolo che il governo Renzi ha dato alla riforma della scuola approvata sotto forma di disegno di legge il 12 marzo 2015. In attesa della ratifica da parte del Parlamento (dove potrebbe subire delle modifiche), vediamo in sintesi i principali contenuti del provvedimento. La legge interviene soprattutto sulla gestione del personale, concedendo molta più autonomia ai presidi, e solo parzialmente sulla didattica.

Autonomia delle scuole

L'autonomia scolastica diventa una realtà più concreta, dal momento che i presidi potranno gestire direttamente tutte le risorse a loro disposizione: personale, attrezzature, soldi. Le scuole potranno indicare il loro fabbisogno di docenti e strumenti per attuare i Piani dell'offerta formativa, che saranno triennali.

Il dirigente sceglie la sua squadra

I presidi potranno scegliere la loro squadra individuando i nuovi docenti che ritengono più adatti per realizzare i Piani dell'offerta formativa all'interno di appositi albi regionali. Negli albi confluiranno i docenti assunti nel primo anno attraverso il piano straordinario di assunzioni e poi tramite concorsi.

Piano straordinario e poi solo concorsi

È previsto un piano straordinario di assunzioni di 100.000 insegnanti per il 2015/2016, per coprire le cattedre vacanti. Dopo si torna ad assumere solo per concorso.

Materie potenziate

Verranno potenziate le competenze linguistiche: l'italiano per gli studenti stranieri e l'inglese per tutti (anche con materie generaliste insegnate in lingua). Più ore anche per Arte, Musica, Diritto, Economia, Discipline motorie. Più spazio inoltre all'educazione ai corretti stili di vita e alle competenze digitali. Le scuole superiori attiveranno materie opzionali per rispondere alle esigenze degli studenti.

Scuola-lavoro e digitale

Previsto un minimo di 400 ore in azienda (o in enti pubblici) nell'ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e di 200 nei licei. Incentivata l'innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali, aperti anche di pomeriggio, per orientare i giovani al lavoro e da utilizzare come strumento di contrasto alla dispersione.

Stop classi "pollaio"

Per evitare la formazione di classi troppo numerose (le cosiddette classi "pollaio") i presidi avranno il potere di derogare alle regole attuali e utilizzare l'organico in modo flessibile.

Aggiornamento degli insegnanti

I docenti avranno a disposizione un voucher di 500 euro da utilizzare per l'aggiornamento professionale attraverso l'acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, l'ingresso a mostre ed eventi culturali Diventerà inoltre obbligatoria la "formazione in servizio".

Premi di merito per i docenti

Ogni anno il dirigente scolastico, sentito il Consiglio di Istituto, assegnerà un "bonus annuale delle eccellenze" al 5 per cento dei suoi insegnanti, per premiare chi si impegna di più, tenendo conto di: qualità dell'insegnamento, capacità di utilizzare metodi didattici innovativi, contributo dato al miglioramento complessivo della scuola.

Portale per la trasparenza

Istituito un Portale unico dei dati della scuola, con la pubblicazione di: bilanci delle scuole, Anagrafe dell'edilizia, Piani dell'offerta formativa, dati dell'Osservatorio tecnologico, curriculum degli insegnanti, incarichi di docenza.

5 per mille e school bonus

Ogni cittadino viene incentivato a contribuire al miglioramento del sistema scolastico. Il 5 per mille potrà essere destinato anche alle scuole. Con lo school bonus, chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all'occupabilità degli studenti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65 per cento) in sede di dichiarazione dei redditi. Saranno detraibili le spese sostenute dalle famiglie i cui figli frequentano una scuola paritaria dell'infanzia o del primo ciclo.