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19 OTT
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Interdizione e inabilitazione, l'iter giudiziario

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Interdizione e inabilitazione, l'iter giudiziario

A proposito di:

Il presupposto per ottenere l'interdizione o l'inabilitazione di una persona è che ne sia dimostrabile l'infermità mentale o l'incapacità a provvedere alla salvaguardia della propria vita

​​L'infermità mentale è il presupposto per l'interdizione e l'inabilitazione. Non occorre che ci sia una patologia ben definita, si parla, infatti, di infermità mentale, ogni volta che c'è un'alterazione delle facoltà mentali tali da rendere una persona totalmente o parzialmente inetta, incapace di curare da sé i propri affari economici e gli atti strettamente legati alla vita quotidiana. Può essere interdetto anche chi risulta incapace di provvedere alla salvaguardia della propria vita, per esempio tutti coloro che per un'infermità psichica rifiutano le cure e gli interventi medici. Le fasi fondamentali dell'iter giudiziario per l'ottenimento dell'interdizione e dell'inabilitazione sono, nell'ordine

Il ricorso

La richiesta di interdizione o di inabilitazione è fatta con ricorso diretto al tribunale del luogo in cui la persona da interdire o da inabilitare ha la residenza o il domicilio effettivi. Se si tratta di una persona stabilmente ricoverata, la domanda dovrà essere presentata nel tribunale del luogo dove realmente vive.

Le persone legittimate a presentare il ricorso sono, senza un ordine di preferenza: il coniuge, i parenti entro il quarto grado, gli affini entro il secondo grado, il tutore o il curatore e il Pubblico Ministero, dietro segnalazione di terzi. Tutti i legittimati possono intervenire nel procedimento.

Il presidente del tribunale comunica il ricorso al Pubblico Ministero, che può chiedere il decreto di rigetto della domanda. Se ciò non si verifica, il presidente nomina il Giudice Istruttore e fissa l'udienza di comparizione, chiamando chi ha fatto ricorso, la persona per cui si chiede l'interdizione o l'inabilitazione e tutti coloro che sono indicati nel ricorso.

L'esame del giudice istruttore

Un momento molto rilevante e delicato è l'esame personale dell'interdicendo o dell'inabilitando. Spetta al giudice istruttore che poi esprime il suo giudizio di interdizione e inabilitazione. Si tratta di una fase necessaria per la pronuncia del giudice, si potrebbe considerarla anche la sua fonte principale di convincimento. In base all'esito dell'esame, il giudice sceglie se respingere l'istanza o pronunciare d'ufficio l'inabilitazione. Data l'importanza di questo esame, se la persona da esaminare non è in grado di presentarsi, per esempio perché è inferma, il giudice deve recarsi presso il suo domicilio.

La sentenza

Il giudizio si conclude con la pronuncia della sentenza. Il tribunale può pronunciare

  • l'interdizione e quindi accogliere la domanda, in tal caso si parla di sentenza di accoglimento;
  • l'inabilitazione d'ufficio se il giudice non ritiene che sussista uno stato di infermitàtale da giustificare la domanda;
  • il rigetto del ricorso.

Dopo la sentenza di accoglimento, lo stato d'incapace è annotato sull'atto di nascita e sui documenti d'identità. Gli effetti dell'interdizione e dell'inabilitazione partono dal momento della pubblicazione della sentenza, cioè dal momento in cui questa è depositata in cancelleria ed ha efficacia nei confronti di tutti. Generalmente le spese del giudizio sono a carico dell'interdetto o dell'inabilitato.

La sentenza che decide sulla domanda d'interdizione, anche se passata in giudicato, cioè anche se non può essere più impugnata, può essere revocata in ogni momento se la causa che ne ha determinato la pronuncia cessa totalmente o parzialmente. Perciò se l'interdetto riacquista solo parzialmente le sue capacità, l'interdizione è revocata e al suo posto è pronunciata l'inabilitazione.