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23 OTT
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L'interdizione e l'inabilitazione

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L'interdizione e l'inabilitazione

A proposito di:

L'interdizione e l'inabilitazione sono strumenti che servono a tutelare chi, per una serie di motivi, non è più capace di curare i propri interessi. L'interdizione limita totalmente e l'inabilitazione parzialmentela la capacità giuridica di agire di questi soggetti,

L'interdizione e l'inabilitazione sono degli strumenti istituiti dal legislatore per tutelare chi, per una serie di motivi, non è più capace di curare i propri interessi. Questi strumenti limitano totalmente o parzialmente la capacità giuridica di agire di questi soggetti, per evitare che compiano atti economicamente pregiudizievoli.

L'interdizione determina l'incapacità assoluta della persona. Può essere interdetto ogni maggiorenne che si trovi in una condizione di infermità mentale tale da renderlo incapace di provvedere ai propri affari. Nella cura dei suoi interessi, l'interdetto è sostituito da un rappresentante legale detto tutore.

L'inabilitazione invece riduce solo parzialmente la capacità del soggetto e subentra quando l'infermità mentale non è tale da giustificare l'interdizione. L'inabilitato deve per legge essere assistito da un curatore nel compimento di atti di particolare rilevanza.

Il tutore

L'interdetto, privo della capacità di agire, è sostituito da un tutore nel compimento di atti giuridici. L'incarico di tutore dura dieci anni, a meno che questo non sia un parente dell'interdetto, in questo caso non esiste limite di tempo. Una volta accettato l'incarico, il tutore deve prestare giuramento e fare subito un inventario dei beni della persona di cui si occupa, così che sia definita la situazione patrimoniale attiva e passiva dell'interdetto. Il tutore compie "atti di ordinaria amministrazione", cioè tutte quelle attività che servono a conservare il patrimonio e a soddisfare le necessità generali del rappresentato.

Per il compimento di "atti di straordinaria amministrazione", cioè atti con cui si dispone del patrimonio, per esempio l'autorizzazione per l'acquisto di beni immobili e l'accettazione o rinuncia all'eredità, è necessario invece il controllo da parte del giudice tutelare o del tribunale. Il tutore non può compiere inoltre, in nome e per conto dell'interdetto, i cosiddetti "atti vietati o personalissimi", vale a dire

  • disporre del proprio corpo (donare gli organi);
  • contrarre matrimonio o riconoscere un figlio naturale;
  • fare donazioni o testamento;
  • amministrare i beni in comunione legale (l'interdizione è motivo per chiedere la separazione giudiziale dei beni);
  • votare.

Il tutore è obbligato a tenere regolare contabilità della sua attività e, annualmente, a renderne conto al giudice tutelare; è responsabile dei danni patrimoniali causati dall'omissione dei propri doveri ed è tenuto alla presentazione della dichiarazionedei redditi del tutelato, rispondendo di eventuali errori formali o sostanziali. Può essere rimosso o sospeso dal proprio incarico dal giudice tutelare quando abbia tenuto un comportamento scorretto, o sostituito quando il compito diventasse gravoso a causa dell'età o per altri motivi.

Il curatore

La nomina del curatore segue le stesse formalità di quella del tutore così come sono identiche le regole e i requisiti che riguardano il curatore. In caso di conflitto di interessi tra curatore e inabilitato, è prevista la nomina di un curatore speciale.

Ciò che differenzia sostanzialmente la figura del curatore da quella del tutore è che nell'amministrazione dei beni, il curatore non si sostituisce all'inabilitato ma lo coadiuva, ne integra la volontà. Non svolge quindi un'attività di rappresentanza, ma presta solo la propria assistenza. I compiti del curatore riguardano esclusivamente atti patrimoniali, mentre, per quelli personali, l'inabilitato può agire in modo autonomo.