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23 OTT
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Le fasi della successione ereditaria

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Le fasi della successione ereditaria

A proposito di:

Apertura, delazione e accettazione sono le fasi principali dell'iter che porta a godere della successione ereditaria, secondo quanto stabilisce la legge. Ecco come si svolgono

L'apertura

La prima fase dell'iter relativo alla successione ereditaria è l'apertura della successione stessa. Essa ha luogo a seguito della morte, nell'ultimo domicilio del defunto, ossia nel luogo dove ultimamente aveva la sede principale dei suoi affari ed interessi. Questo riferimento serve per stabilire quale sia il giudice territorialmente competente a decidere degli eventuali procedimenti successori o delle cause ereditarie.

La delazione

Successivamente all'apertura, si ha la "delazione" o "vocazione ereditaria": essa consiste nell'offerta dell'eredità a persone che, se vogliono, possono accettarla. Il destinatario di tale offerta è detto "chiamato all'eredità".

Il codice prevede due forme di delazione:

  • per testamento quando il defunto ha disposto dei suoi beni tramite testamento (successione testamentaria);
  • per legge quando invece il defunto non ha lasciato disposizioni testamentarie (successione legittima).

Nella pratica, non c'è testamento nella grande maggioranza dei casi (circa l'85 per cento, in base ai dati 2008 e 2009), per cui si ricorre alla successione per legge.

L'accettazione

L'accettazione è il momento finale dell'iter, che trasforma il chiamato all'eredità in erede vero e proprio. Il chiamato all'eredità può anche rinunciare all'eredità stessa: in questo caso non perde definitivamente il diritto, perché può revocare la propria rinuncia fino a quando l'eredità non sia stata accettata dagli ulteriori chiamati. Bisogna anche ricordare, però, che il diritto di accettare un'eredità dopo 10 anni va in prescrizione, cioè decade.

Se il chiamato all'eredità teme che questa sia passiva, ossia in cui i debiti siano prevalenti, può accettare con "beneficio di inventario". In tal caso, il patrimonio del defunto non si confonde con quello personale dell'erede, che quindi risponde dei debiti del defunto solo nei limiti del valore dei beni ricevuti. In alcuni casi, ad esempio quando il chiamato è minore, interdetto o inabilitato, l'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario è obbligatoria per legge.