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12 DIC
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Il divorzio breve

Famiglia In questo Canale:

Il divorzio breve

A proposito di:

Il divorzio è la procedura che consente di scogliere definitivamente i vincoli di un matrimonio ed eventualmente creare una nuova famiglia. Con la legge sul divorzio breve, bisogna aspettare solo 6 mesi dalla separazione, se consensuale, o al massimo un anno, se giudiziale

​Il divorzio è lo scioglimento del matrimonio civile, la cui procedura è stata velocizzata a seguito dell'approvazione della legge sul divorzio breve. Il divorzio viene pronunciato con una sentenza dopo che il giudice ha accertato la concreta impossibilità di una conciliazione e l'esistenza di una delle cause di divorzio tassativamente previste indicate qui sotto.

Si può fare richiesta di divorzio quando:

  • sia passato un anno da una sentenza definitiva di separazione giudiziale fra i coniugi oppure 6 mesi dalla comparizione dei coniugi davanti al presidente del tribunale in caso di separazione consensuale;
  • un coniuge sia stato condannato, anche per fatti anteriormente commessi, all'ergastolo o a qualsiasi pena detentiva per reati di particolare gravità (incesto, violenza carnale, costrizione o sfruttamento della prostituzione, omicidio volontario di un figlio o tentato omicidio del coniuge...);
  • uno dei coniugi, cittadino straniero, abbia ottenuto all'estero l'annullamento o lo scioglimento del matrimonio o ha contratto all'estero un nuovo matrimonio;
  • il matrimonio non sia stato consumato;
  • è passata in giudicato la sentenza con cui l'altro coniuge ha cambiato sesso.
La procedura di divorzio

La procedura per l'ottenimento del divorzio varia a seconda che lo stesso sia consensuale o contenzioso.

Quando c'è un accordo tra i due coniugi, la domanda di divorzio può anche essere presentata congiuntamente da entrambi davanti al tribunale in cui uno dei due abbia la residenza o il domicilio. Al contrario se non sussiste l'accordo, il coniuge che vuole il divorzio può presentare il ricorso, contenente la domanda di scioglimento del matrimonio e quindi di divorzio, con l'esposizione dei fatti sui quali tale domanda si fonda, presso il tribunale del luogo in cui l'altro coniuge ha la propria residenza o domicilio.

Presentato e depositato il ricorso, il presidente del tribunale fissa la data di comparizione dei due coniugi davanti a sé. In tale udienza il Presidente sentirà i due coniugi prima separatamente e poi congiuntamente, tentando la conciliazione.

Se il tentativo di conciliazione fallisce, il Presidente del tribunale può ordinare i provvedimenti temporanei e urgenti che ritiene opportuni nell'interesse dei coniugi e dei figli, che a questo scopo possono essere ascoltati dal Presidente del tribunale. Successivamente il presidente del Tribunale nominerà un giudice istruttore e fisserà l'udienza di comparizione dei due coniugi davanti a quest'altro giudice.

In seguito al divorzio vengono meno tutti i doveri coniugali tranne l'obbligo di assistenza materiale ed economica. Il tribunale infatti può disporre l'obbligo di corrispondere periodicamente all'altro coniuge un assegno quando quest'ultimo non abbia mezzi adeguati e non possa procurarseli per ragioni obiettive.

Le alternative

In alternativa al Tribunale, i coniugi che intendono porre fine al proprio matrimonio hanno altre due alternative:

  • ricorrere alla negoziazione assistita (applicabile a separazione, divorzio e modifica delle condizioni), che consiste nel sottoscrivere un accordo scritto con l'assistenza di un avvocato, da inviare al pubblico ministero competente, per un successivo esame da parte dei giudici;
  • comparire davanti al Sindaco, non necessariamente con l'avvocato, ma solo se non ci sono figli minorenni oppure maggiorenni con handicap grave o non economicamente autosufficienti.