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18 OTT
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L'affidamento dei figli

Famiglia In questo Canale:

L'affidamento dei figli

A proposito di:

In caso di separazione dei genitori, la formula dell'affido condiviso dei figli è quella che sembra funzionare meglio, soprattutto in caso di conflitto tra gli ex coniugi

L'affidamento dei figli riguarda la decisione su come ripartire ed esercitare la potestà genitoriale sui figli minorenni, quando i genitori non convivono più, a seguito di separazione o divorzio. Le stesse regole valgono sia per le coppie di fatto che per quelle sposate.

Come principio generale, anche dopo la rottura del rapporto tra i genitori, i loro doveri verso i figli non cambiano.

Ed è al Tribunale che spetta la decisione sull'affidamento, che può essere condiviso (ad entrambi i genitori, con la residenza principale presso uno di essi), alternato (quando i figli passano alternativamente dei periodi presso uno e l'altro genitore), esclusivo (ad un solo genitore, ma solo quando il comportamento dell’altro genitore nei confronti del figlio è contrario all’interesse del minore).

L'affido condiviso

L'affido condiviso può essere esercitato dai genitori in modo "congiunto" o "disgiunto". Con questa seconda formula, ciascun genitore è responsabile in toto quando i figli sono con lui. L'affido condiviso disgiunto è utile soprattutto in caso di conflitto, poiché suddivide in modo equilibrato le responsabilità specifiche e la permanenza presso ciascun genitore, mantenendo inalterata la genitorialità di entrambi, ma mantenendoli separati nel tempo e nello spazio. 

La legge (art. 155 del Codice civile) stabilisce che "anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale". È il giudice stesso, che deve garantire tale diritto.

I giudice sceglie il coniuge a cui affidare i figli, facendo esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di questi ultimi. I figli devono obbligatoriamente essere consultati sull'argomento, se almeno dodicenni, o anche più piccoli, se capaci di discernere.

Il genitore a cui sono stati affidati i figli ha l'esercizio esclusivo della potestà su di essi, salva diversa disposizione del Tribunale, ma le decisioni di maggiore interesse per i figli devono essere adottate da entrambi i genitori di comune accordo. Di fatto, anche il genitore non affidatario ha il diritto e il dovere di partecipare e vigilare sull'educazione e istruzione del figlio, partecipando alle decisioni importanti che riguardano quest'ultimo.

Mantenimento dei figli

Il coniuge al quale sono affidati ifigli ha diritto a percepire un contributo economico, da parte del coniuge non affidatario, per il loro mantenimento. Queste somme, versate a titolo di contributo dall'altro coniuge, sono gestite dall'affidatario secondo il proprio apprezzamento. Il coniuge obbligato al versamento ha la facoltà di ricorrere al giudice, se riscontra decisioni contrarie all'interesse del figlio o dei figli.