Informativa

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviare a te pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualsiasi suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

18 OTT
Almanacco
Registrati

Pagamento in contanti e tracciabilità

Consumatori In questo Canale:

Pagamento in contanti e tracciabilità

A proposito di:

La legge impone che qualsiasi pagamento superiore a 1.000 euro venga effettuato con strumenti diversi dal contante, per garantire la traccibilità della transazione, consentire alle autorità di effettuare controlli e scoraggiare così le attività illegali

​​Dal primo gennaio 2012, come previsto dalla Legge n. 214 del 2011 ("Salva Italia"), non è più possibile effettuare pagamenti in contanti per spese superiori ai 1.000 euro. La norma, varata soprattutto per contrastare evasione e riciclaggio di denaro, riguarda il pagamento sia di merci che di servizi e sostituisce in pieno il precedente tetto massimo fissato a 2.500 euro. Il limite dei 1.000 euro si applica anche alla somma di più trasferimenti, se questi possono essere considerati come "un'operazione unitaria sotto il profilo economico".  

Il limite vale solo per trasferimenti di denaro tra soggetti diversi. Non si applica, perciò, ai prelievi ed ai versamenti di contanti allo sportello bancario compiuti dallo stesso titolare del conto.

Il vincolo riguarda anche le amministrazioni pubbliche: le pensioni, ad esempio, possono essere pagate in contanti solo se inferiori a 1.000 euro, ma questo tipo di vincolo si applica solo a partire dal primo luglio 2012.

Chi non rispetta il limite dei 1.000 euro, se segnalato alle autorità, può essere soggetto ai controlli dell'agenzia delle Entrate.

Per effettuare pagamenti superiori a 1.000 euro si deve ricorrere a sistemi tracciabili, quali: carta di credito e bancomat, pagamenti on line, bonifici e assegni non trasferibili.

I controlli del Fisco

La tracciabilità dei pagamenti superiori ai 1.000 euro è resa possibile da numerosi strumenti. Il fisco può controllare i nostri movimenti bancari e verificare gli spostamenti di denaro. Ecco come:

  • nuovo redditometro: il nuovo redditometro si attiva quando c'è una differenza di oltre il 20 per cento tra quanto dichiarato e quanto calcolato;
  • accertamento esecutivo: non si procede più con le iscrizioni a ruolo delle somme accertate dall'agenzia delle Entrate;
  • sospensione dall'albo: per i professionisti è prevista la sospensione dall'albo di appartenenza se vengono loro contestate quattro fatture, nell'arco di un quinquennio;
  • accessi in banca: agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza possono acquisire direttamente i dati e le notizie dei clienti delle banche;
  • movimenti bancari: gli operatori finanziari sono obbligati a comunicare periodicamente all'anagrafe tributaria i movimenti e gli importi che hanno interessato i conti;
  • sanzioni penali: scatta la sanzione penale per falsa autocertificazione a carico di chi esibisce o trasmette atti o documenti falsi.