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22 OTT
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Gli Ogm, organismi geneticamente modificati

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Gli Ogm, organismi geneticamente modificati

Gli Ogm sono sempre più presenti tra i prodotti alimentari di largo consumo, ma la normativa europea in vigore, recepita anche dall'Italia, stabilisce che i prodotti con più dello 0,9 per cento di ingredienti Ogm devono riportarlo sull’etichetta

​​​​​​Ogm e Biotech sono argomenti sempre all’ordine del giorno ma queste definizioni creano ancora dubbi e perplessità tra i consumatori. Cerchiamo di capire insieme di cosa si tratta. Con il termine biotech si fa riferimento alla tecnologia che permette di manipolare geneticamente piante e animali ottenendo gli Ogm, cioè gli organismi geneticamente modificati. Il DNA di questi "nuovi" prodotti presenta dei geni provenienti da altre specie.

Esistono pareri molto contrastanti sull’utilità e la dannosità di questo metodo produttivo. Da un lato i sostenitori della biotecnologia esaltano le possibilità di incrementare così la produzione alimentare anche nei paesi più poveri e al tempo stesso di migliorare la qualità delle specie vegetali. Dall’altro c’è chi sottolinea che gli studi scientifici non hanno ancora stabilito se esistono rischi per l’uomo e l’ambiente legati all’uso di prodotti Ogm.

La normativa europea in vigore, recepita anche dall'Italia, stabilisce che i prodotti con più dello 0,9% di ingredienti Ogm devono riportarlo sull’etichetta. Stessa cosa vale per i mangimi per gli animali. Nel caso di prodotti in corso di autorizzazione, nell’etichetta va riportata la componente Ogm solo se supera lo 0,5%. Sono esclusi invece dall'obbligo i prodotti derivati come carne, latte e uova.

Il 13 luglio 2010 la Commissione Europea ha adottato la proposta di lasciare liberi i singoli Stati dell'Unione di decidere se consentire o meno la coltivazione di prodotti alimentari Ogm sul proprio territorio.

Negli ultimi anni, molte amministrazioni locali italiane - Regioni, Province e Comuni - hanno dichiarato i propri territori "Ogm free", cioé zone franche rispetto a questo genere di coltivazioni.

Cosa fare

Per difendersi da eventuali rischi, è consigliabile comunque:

  • prestare attenzione alle etichette dei prodotti che si acquistano;
  • preferire i prodotti biologici e/o quelli tipici delle zone di residenza;
  • evitare i cibi preconfezionati o comunque preferire quelli di cui siano chiaramente identificabili le origni dei singoli ingredienti;
  • prestare attenzione ai prodotti provenienti dai paesi extraeuropei, dove non vi sono divieti sulle coltivazioni transgeniche.

Una cosa importante che i consumatori devono sapere è che lagran parte dei mangimi utilizzati negli allevamenti italiani (salvo quelli biologici) è prodotta a partire da soia e mais geneticamente modificati, importati da Stati Uniti, Canada e America Latina. Perciò il consumo di carne non biologica rende praticamente inevitabile l'assunzione di sostanze Ogm.

Un gran numero di alimenti confezionati contiene inoltre lecitina di soia (E322), una sostanza - estratta dalla soia - che ha la funzione di emulsionante; serve cioè ad impedire che, negli alimenti confezionati, i grassi si separino, col passare del tempo, dagli altri ingredienti cui sono mescolati.