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19 OTT
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Il libretto di risparmio

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Il libretto di risparmio

A proposito di:

Il libretto di risparmio è una forma di deposito bancario con alcune limitazioni, rispetto al normale conto corrente, ma per il quale le banche tendono ad offrire un minimo garantito di servizi, quali l'accredito della pensione o il rilascio di una carta di debito tipo bancomat

​Il libretto di risparmio è un libretto in carta fornito dalle banche a seguito dell'apertura di un deposito a risparmio. Al suo interno vengono riportate tutte le operazioni contabili effettuate dal cliente (prelievi, versamenti) o dall'istituto di credito per conto proprio (interessi o spese) o per conto di terzi (accredito della pensione, imposta di bollo).

A differenza di un normale conto corrente, il libretto di risparmio ha molte limitazioni. Ad esempio, non consente di emettere assegni, di domiciliare le bollette, di effettuare pagamenti con carte di credito o operazioni tramite internet. Inoltre, sul libretto di risparmio non è mai possibile sconfinare, rispetto al saldo del deposito, cioè "andare in rosso".

Alcune banche offrono comunque un minimo garantito di servizi, quali l'accredito della pensione o il rilascio di una carta di debito utilizzabile in qualunque sportello bancomat.

I libretti di risparmio possono essere di due tipi:

  • nominativi, i quali sono associati a persone fisiche e prevedono l'esistenza di cointestatari e delegati;
  • al portatore, i quali invece non sono collegati con l'utilizzatore e possono quindi essere adoperati da chiunque li abbia in mano. Per legge, i libretti al portatore non possono avere un saldo superiore a 1000 euro. Inoltre, chiunque si presenti allo sportello per operare con un libretto al portatore, in qualunque modalità, deve presentare un documento di identità e il codice fiscale.
L'imposta di bollo

La legge prevede un'imposta di bollo che si applica ai rendiconti dei libretti di risparmio bancari e postali, oltre che agli estratti conto bancari e postali inviati alle persone fisiche. Bisogna pagarla solo se il valore medio di giacenza annuo risultante dai libretti è complessivamente superiore a 5 mila euro. Il suo ammontare è di 34,20 euro l'anno.