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18 OTT
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La demolizione dei ciclomotori

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La demolizione dei ciclomotori

A proposito di:

Quando si vuole demolire un ciclomotore, il mezzo deve essere consegnato ad un demolitore autorizzato, dal quale farsi rilasciare una certificato di rottamazione, che solleva da ogni responsabilità (civile, penale e amministrativa) il proprietario del veicolo

​Nel caso in cui si intenda demolire il ciclomotore, la legge non prevede l’obbligo di comunicarlo al P.R.A. o alla Motorizzazione. Il mezzo deve però essere obbligatoriamente consegnato ad un demolitore autorizzato, dal quale farsi rilasciare una certificato di rottamazione, che solleva da ogni responsabilità (civile, penale e amministrativa) il proprietario del veicolo.

Poi il titolare del ciclomotore deve presentare un’istanza di cessazione dalla circolazione ad uno degli uffici della Motorizzazione civile o ad un’impresa di consulenza automobilistica abilitata dal Ministero dei Trasporti e all’istanza deve associare i seguenti documenti:

  • il certificato di circolazione in originale, anche se deteriorato;
  • la documentazione rilasciata dal demolitore autorizzato al momento della consegna del ciclomotore;
  • le ricevute dei versamenti richiesti dall'Aci (vedi link).

Il titolare del ciclomotore, presentando l’istanza, ottiene un certificato di avvenuta cessazione del ciclomotore dalla circolazione per demolizione.

È utile ricordare che la targa è personale. Quella dei vecchi ciclomotori è associata solo ai possessori del veicolo, per tutti i ciclomotori immatricolati dopo il 14 luglio 2006 invece, è abbinata anche al veicolo e al certificato di circolazione.   

In entrambi i casi la targa, rimossa dal ciclomotore da demolire, rimane in possesso del titolare, che può chiedere di associarla ad altro ciclomotore, attraverso il rilascio di un nuovo certificato di circolazione, oppure restituirla alla Motorizzazione nel caso preveda di non riutilizzarla.