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23 OTT
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Come scegliere la carne

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Come scegliere la carne

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La carne è un tipo di alimento rispetto al quale va posta la massima attenzione, al momento dell'acquisto, a cominciare dalla scelta del rivenditore, che deve riscuotere la massima fiducia. Ecco quali sono poi gli elementi da considerare quando siamo dal macellaio

​​Per consumare la carne con maggiore tranquillità è opportuno seguire alcuni consigli. Al momento dell’acquisto, per esempio, è buona abitudine controllare che

  • l’odore sia fresco e gradevole
  • il muscolo sia di un colorito rosso vivo
  • il grasso sia di colore bianco o giallo paglierino
  • la carne, compressa con un dito, formi un piccolo avvallamento che scompare una volta cessata la pressione

Inoltre è consigliabile affidarsi a un macellaio di fiducia che possa garantire la qualità del prodotto e suggerire la scelta migliore.

Una volta acquistato, l’alimento deve essere conservato in frigorifero, nel comparto più freddo, avvolto in fogli di carta che ne mantengano la superficie asciutta e refrigerata per un periodo massimo di due giorni.

Per legge la carne bovina deve avere una carta d’identità riportata sull’etichetta se si tratta di un prodotto confezionato, o su un cartello esposto sul banco, se si tratta di vendita al taglio. Le informazioni contenute sull’etichetta consentono di conoscere il percorso compiuto dal bovino e in particolare

  • il paese dove è nato l’animale
  • l’elenco dei paesi dove è stato allevato
  • il luogo e lo stabilimento di macellazione

Per le carni avicole, come polli, galline e tacchini, la legge obbliga di riportare sull’etichetta anche le informazioni sul tipo di alimentazione e sulle modalità di allevamento. Per poter acquistare un "pollo ruspante" senza doversi accontentaresolo di quanto afferma il macellaio, è opportuno scegliere quelle carni che abbiano l’etichetta il più possibile chiara.

La carne migliore secondo L’Aduc, l’Associazione per gli utenti e i consumatori, è quella degli animali alimentati con il 75% di mais e il 25% di foraggi verdi e allevati con il metodo "rurale in libertà". È infatti l’allevamento in spazi molto ridotti e poco arieggiati che provoca condizioni igieniche precarie in grado di agevolare l’insorgere dei virus.