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12 DIC
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Il Codice del turismo

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Il Codice del turismo

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Il Codice del turismo riunisce in un unico testo tutte le norme a tutela dei consumatori di servizi turistici. Tra di esse, la possibilità per il turista di vedersi riconosciuto sul piano giuridico il danno morale da vacanza rovinata

Dal 21 giugno 2011 è entrato in vigore il "Codice del turismo", che prevede un'ampia riforma del settore turistico. Fino ad ora il settore era regolato da singole norme inserite all’interno del generico Codice del Consumo.

Tra le novità principali la possibilità per il turista di vedersi riconosciuto sul piano giuridico il danno morale da vacanza rovinata. Ecco nel dettaglio le novità introdotte dal Codice:

  • Risarcimenti: il codice prevede inoltre risarcimenti per vacanze rovinate da operatori turistici poco affidabili. Nel caso in cui l’inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico il turista potrà chiedere, ai sensi dell’articolo 1455 del codice Civile, oltre alla risoluzione del contratto anche un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta;
  • Pari opportunità per i turisti disabili: si traducono nell’abbattimento del prezzo aggiuntivo per servizi extra, ma non solo. Il codice del turismo afferma che impedire alle persone con disabilità di esercitare il proprio diritto a godere del tempo libero è un atto discriminatorio. Le strutture ricettive quindi dovranno essere prive di barriere architettoniche, per offrire a tutti i cittadini la possibilità di usufruirne;
  • Assistenza: sarà a disposizione un numero unico attivo 24 ore su 24 per ogni tipo di sostegno;
  • Animali: agevolazioni per chi possiede animali domestici;
  • Assicurazioni: possibilità di polizze assicurative a copertura globale;
  • Buoni vacanza: saranno finanziati con l’otto per mille per le famiglie a basso reddito;
  • Mediazione: Il Codice introduce parallelamente una disciplina specifica per l'applicazione della mediazione alle controversie sui servizi turistici, prevedendo una specifica clausola, in base alla quale il cliente potrà tentare di risolvere le controversie con la mediazione prima di rivolgersi al giudice.
  • Controlli più severi: la riforma richiederà un controllo di qualità rigoroso, misurato in stelle, per le strutture ricettive, compresi bed & breakfast, case per ferie, ostelli, rifugi alpini, villaggi turistici e campeggi.

Il provvedimento si rivolge anche all'imprenditoria turistica. Le imprese del settore saranno infatti ora in grado di accedere a nuove agevolazioni e incentivi. Da oggi in poi per impresa turistica non si intenderà più solo l'albergo o l'agenzia di viaggio, ma tutte quelle imprese in grado di produrre, commercializzare e gestire prodotti, servizi e infrastrutture per soddisfare le esigenze del turista. Saranno inclusi i ristoranti, gli stabilimenti balneari, i parchi divertimento, i locali da ballo, le imprese di organizzazioni di eventi e congressi ed altre strutture simili.