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14 DIC
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Chiudere il conto corrente

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Chiudere il conto corrente

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L'operazione di chiusura del conto corrente bancario è temuta da molti, perché è diffusa l'aspettativa di dover pagare oneri eccessivi. Ma con la l'attuale legislazione, i costi sono molto contenuti, a meno che nel conto non siano depositati anche titoli

​​Se il conto corrente non è "in rosso", il titolare può chiuderlo quando vuole ed eventualmente trasferirlo in un'altra banca. La richiesta deve essere comunicata all'istituto di credito in forma scritta, allegando il libretto con gli assegni non utilizzati, tessera bancomat e carta di credito.


I tempi per l'effettiva chiusura dipendono dalle operazioni che sono ancora in sospeso sul conto: pagamenti tramite carta di credito e assegni, accrediti di stipendio o pensione, altro.


La banca addebiterà al correntista le spese di tenuta conto dal 1° gennaio dell'anno al momento della disdetta del conto e le spese di invio dell'estratto conto finale. Se sul conto sono stati depositati anche titoli, l'operazione di trasferimento ad altra banca è decisamente più costosa, ma il titolare potrebbe decidere di mantenere "in vita" il conto corrente anche solo a questo scopo, trasferendo esclusivamente il deposito monetario.


L’articolo 118 della legge 243 del 4 agosto 2006, che ha ufficializzato e completato il decreto Bersani sulla concorrenza e i diritti dei consumatori, ha stabilito che il correntista ha sempre la possibilità di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura. La norma riguarda tutte le tipologie di contratti, a tempo indeterminato o a esecuzione periodica: conto corrente, conto titoli, deposito, apertura di credito, bancomat e carta di credito.