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23 OTT
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Al ristorante: i diritti dei consumatori

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Al ristorante: i diritti dei consumatori

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Uno degli ambiti più delicati, per dei diritti dei consumatori, è quello della ristorazione, sia dal punto di vista della qualità alimentare, sia da quello della correttezza commerciale. È bene dunque conoscere i propri diritti, prima di sedersi a tavola

​​​​​​​​Uno degli ambiti più delicati, dal punto di vista dei diritti dei consumatori, è quello della ristorazione, sia dal punto di vista della qualità alimentare - che incide direttamente sulla salute - sia da quello della correttezza commerciale. È bene dunque conoscere i propri diritti, prima di varcare le soglie del locale e sedersi a tavola.

  1. Il ristoratore è obbligato a tenere esposto e consegnare al pubblico un listino prezzi, nonostante la diffusa usanza a comunicare a voce i piatti disponibili, senza specificarne il prezzo. Se il menù è scritto in più lingue, i prezzi devono essere sempre gli stessi per le voci corrispondenti.
  2. L'eventuale prezzo aggiuntivo di pane e coperto (un'usanza solo italiana) non è vietato (salvo in alcune realtà locali, come a Roma), però è obbligatorio riportarlo per iscritto nel listino.
  3. Eventuali prezzi aumentati per ricorrenze particolari (Ferragosto, Capodanno,…) sono consentiti, purché siano chiaramente indicati nel listino o nel menu.
  4. L'uso di prodotti congelati e surgelati, al posto di quelli freschi, deve essere chiaramente indicato nel menu.
  5. L'ordinazione suggella il vincolo contrattuale tra cliente e ristoratore. Pertanto il cliente può andarsene senza pagare nulla prima di tale momento, ma dopo è obbligato al pagamento.
  6. Se si richiede la fattura, anziché la ricevuta fiscale, è illegale l'eventuale aggiunta dell'Iva, poiché quest'ultima s'intende che sia già compresa nei prezzi indicati in listino.
  7. I ristoratori devono adibire ai non fumatori uno o più locali di superficie prevalente, rispetto alla superficie complessiva dell'esercizio, mentre non sono obbligati a destinare spazi attrezzati ai fumatori.

Inoltre ricordiamo che è sempre obbligatorio consegnare al cliente, a fronte del pagamento, la ricevuta fiscale o la fattura. Non farlo costituisce non solo un reato, ma anche un furto ai danni dello stesso cliente, che non riceve alcun beneficio dal fatto che il ristoratore risparmi sulle tasse. Il ristoratore che non rilascia regolare ricevuta, inoltre, si appropria indebitamente dell'Iva, un'imposta che va direttamente dal cliente allo Stato, per la quale l'esercente fa solo da tramite.

Allergie alimentari​

Dal 13 dicembre 2014, in tutti gli esercizi che somministrano alimenti (ristoranti , bar, mense, gelaterie, ecc.), i clienti devono essere informati sull'eventuale presenza, negli alimenti somministrati, di uno dei 14 principali allergeni, le sostanze alimentari che possono essere causa di allergia. L'informazione deve essere fornita per iscritto tramite un "foglietto illustrativo" (e si presuppone anche all'interno del menù) o per mezzo di una persona col ruolo di  "addetto agli allergeni".

Ecco l'elenco ufficiale degli allergeni, secondo il Regolamento comunitario ​1169/2011/UE:

  • Cereali contenenti glutine (grano, segale, orzo, avena, farro, kamut);
  • Crostacei;
  • Uova;
  • Pesce;
  • Arachidi;
  • Soia;
  • Latte e lattosio;
  • Frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci di vario tipo, pistacchi);
  • Sedano;
  • Senape;
  • Semi di sesamo;
  • Anidride solforosa e solfiti in determinate concentrazioni.​;
  • Lupini;​​
  • Molluschi.​​
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