Informativa

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviare a te pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualsiasi suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

15 DIC
Almanacco
Registrati

27 gennaio: Giorno della memoria

Consumatori In questo Canale:

27 gennaio: Giorno della memoria

A proposito di:

Il 27 gennaio è il Giorno della memoria, momento in cui si onorano i caduti della comunità ebraica per mano della Germania nazista. Ricordiamo insieme il significato di questa giornata, attraverso i nomi, gli eventi e gli omaggi del mondo del cinema e della letteratura

​​​​Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, istituita nel 2005 come giorno in cui si ricorda l’orrore del genocidio messo in atto dalla Germania nazista e dagli alleati contro la comunità degli ebrei d’Europa, mietendo oltre 6 milioni di vittime senza distinzione di sesso o età. 

Giornata della memoria: perché il 27 gennaio

Il 27 gennaio 1945, le truppe dell’Armata Rossa sfondarono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz sui quali campeggiava la tristemente nota massima “Arbeit Macht Frei” (Il lavoro rende liberi); all’interno degli edifici, quanto rimasto dalla distruzione compiuta dalle SS per insabbiare le prove della “soluzione finale”, i soldati trovarono documenti, effetti personali e soprattutto quasi 3000 prigionieri scampati alle camere a gas: quel giorno avvenne la liberazione di 2819 prigionieri e oltre un milione tra abiti maschili e femminili appartenuti alle vittime della follia umana.

In memoria della liberazione, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha scelto di dedicare la giornata al ricordo indelebile dei fatti accaduti; in Italia, già dal 2000 la data è stata riconosciuta come momento di commemorazione, dedicata ai perseguitati ebrei, ai deportati militari e ai politici italiani che hanno rischiato o dato la vita in difesa dei perseguitati ebrei per mano della Germania Nazista.

Shoah: cosa significa

Catastrofe, disastro: è questo il significato della parola ebraica Shoah, conosciuta principalmente per indicare quanto accaduto alla comunità ebraica durante tutto il lungo periodo tra il 1933 e il 1945. Fu nel 1940 che, per la prima volta, il termine venne utilizzato per indicare la tragedia allora in atto; gli stessi ebrei della Palestina vollero allora dare un nome all’insana ondata di odio e distruzione nei confronti dei cittadini di religione ebraica in terra di Polonia.

Nel tempo, Shoah è passata a indicare l’intero sterminio compiuto dai nazisti, sostituendo pian piano l’altrettanto nota parola Olocausto che ha in sé anche l’antico significato religioso, ovvero quello del sacrificio rituale a Dio, risalente alla religione ebraica e che a oggi tende prevalentemente a indicare l’interezza dei gruppi etnici e religiosi che la Germania nazista perseguitò e portò alla morte.

I deportati italiani

Con la firma dell’armistizio, 8 settembre del 1943, anche in Italia arriva lo spettro dei campi di concentramento e delle deportazioni: circa 44 mila italiani vennero rinchiusi nei lager di tutta Europa, di cui almeno 8600 ebrei provenienti dai rastrellamenti effettuati sul territorio; di quel numero, solo 820 furono fecero ritorno a casa, dopo aver vissuto tali mostruosità.

Tra gli episodi tristemente noti si ricorda il rastrellamento del ghetto di Roma dove, all’alba di sabato 16 ottobre 1943, la polizia tedesca deportò 1259, 237 delle quali vennero rilasciate in seguito, per poi dirigerle ad Auschwitz: del gruppo solo 16 persone si salvarono dagli orrori dei campi di concentramento, 15 uomini e una sola donna, Settimia Spizzichino, diventata negli anni memoria storica dei terribili eventi.

Giusti tra le nazioni: gli italiani

Non mancano però gli italiani che si sono distinti per il proprio aiuto alla comunità ebrea: i Giusti tra le nazioni, l’onorificenza che l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele Yad Vashem ha riconosciuto a coloro che a rischio della propria vita e senza alcun tornaconto personale, vi sono oltre 600 connazionali tra noti e meno noti.

Tra di essi è impossibile non citare il commerciante di Padova Giorgio Perlasca che, spacciatosi per diplomatico spagnolo, salvò dai campi di sterminio migliaia di cittadini ungheresi e il famoso ciclista Gino Bartali, il quale utilizzò le sue abilità con la bicicletta per trasportare al suo interno i documenti documenti falsi per permettere ai cittadini ebrei di avere una nuova identità oltre a nascondere nella propria cantina una famiglia.

Come Perlasca, il cui gesto eroico fu reso noto solo dopo quarant'anni, anche Carlo Angela, padre e nonno rispettivamente dei giornalisti e divulgatori scientifici Piero e Alberto, fece lo stesso: suo il gesto di dare rifugio a ebrei e antifascisti nella propria clinica medica di San Maurizio Canavese; ricordato dallo scrittore Primo Levi nel libro Se questo è un uomo, invece, fu Lorenzo Perrone: fu lui ad aiutare Levi durante la sua prigionia nel campo di Auschwitz, donandogli parte della propria razione di cibo e procurandogli un abito da indossare sotto l'abbigliamento imposto nel campo, proteggendolo dal freddo.

10 film imperdibili sulla Shoah
  • Schindler’s List, regia di Steven Spielberg
  • La vita è bella, regia di Roberto Benigni​
  • Train de vie, regia di Radu Mihaileanu
  • Il pianista, regia di Roman Polanski
  • Concorrenza sleale, regia di Ettore Scola
  • Arrivederci ragazzi, Louis Malle
  • Jona che visse nella balena, Roberto Faenza
  • Kapò, regia di Gillo Pontecorvo
  • Il bambino con il pigiama a righe, regia di Mark Herman
  • La tregua, regia di Francesco Rosi​
10 libri imperdibili sulla Shoah
  • Se questo è un uomo, Primo Levi
  • La tregua, Primo Levi
  • Diario, Anne Frank
  • L’amico ritrovato, Fred Uhlman
  • Baci di carta, Pali Meller
  • La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca, Enrico Deaglio
  • La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Hannah Arendt
  • Mie carissime bambine: lettere alle figlie prima della deportazione, 1939-1942, Feiner Hertha
  • La Lista di Schindler, Thomas Keneally
  • L’inferno di Treblinka, Vasilij Grossman
  • Il cacciatore di nazisti. Vita di Simon Wiesenthal, Alan Levy