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12 DIC
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La Scia - Segnalazione Certificata Inizio Attività

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La Scia - Segnalazione Certificata Inizio Attività

A proposito di:

La Scia è la comunicazione al Comune che il proprietario di un immobile deve fare quando intende eseguire dei lavori di ristrutturazione edilizia, prima di dare l'avvio alle opere. Ha sostituito la Dia e dà al Comune 60 giorni di tempo per dare lo stop, ma solo in modo motivato

​Il proprietario di un immobile, che intenda eseguire dei lavori di ristrutturazione edilizia, prima di dare l'avvio alle opere, deve presentare al Comune una Scia – Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La Scia è stata introdotta dalla legge 122/2010, entrata in vigore il 31 luglio 2010, ed ha sostituito completamente la Dia – Denuncia di Inizio Attività.

Precedentemente, con la Dia, era necessario attendere 30 giorni, prima di iniziare i lavori. Con la Scia, invece, i lavori possono cominciare subito, cioè dal giorno della sua presentazione al Comune.

Si può ricorrere alla Scia anche quando sono presenti dei vincoli - ambientali, paesaggistici o culturali - ma in questo caso, prima di avviare i lavori, è necessario aver ottenuto l'autorizzazione specifica. Altri atti o pareri preventivi richiesti dalle normative, anche locali, sono invece sostituibili dalle autocertificazioni.

La Scia deve essere corredata dalle attestazioni ed asseverazioni di tecnici abilitati, relative alla sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge, accompagnate da tutti gli elaborati tecnici, per consentire agli enti preposti di effettuare le dovute verifiche. L'amministrazione ha poi 60 giorni di tempo per adottare provvedimenti di divieto o rimozione.

Quando si applica la Scia

La Scia si applica a tutti quegli interventi che, per la normativa statale, erano precedentemente soggetti a Dia, ovvero:

  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia;
  • varianti a permessi di costruire.

Come regola generale, sono soggetti a Scia tutti quei lavori che non rientrano in una delle seguenti categorie:

  • interventi liberi (senza formalità);
  • lavori leciti previa "comunicazione";
  • interenti soggetti a permesso di costruire;
  • interventi soggetti a superDia.

Per un elenco completo dei vari tipi di intervento, con le relative procedure, si veda l'approfondimento in pdf.

Come fare

La Scia va presentata al Comune dove si trova l'immobile oggetto dei lavori, dal proprietario dell'immobile o altra persona avente titolo per farlo, attraverso i tecnici abilitati alla progettazione: ingegneri, architetti o geometri (ma solo per opere di modeste dimensioni).

La comunicazione al Comune - che può essere effettuata anche tramite raccomandata con ricevuta di ritorno - va corredata da tutta la documentazione necessaria all'Amministrazione comunale a verificare che sussistano i presupposti necessari, ovvero:

  • dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell'atto di notorietà;
  • attestazioni ed asseverazioni dei tecnici abilitati;
  • dichiarazioni di conformità, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale (es.: regolamenti);
  • elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione.

Eventuali elementi di falsità, nelle dichiarazioni o attestazioni, sono puniti con la reclusione a 1 a 3 anni.

I lavori possono cominciare dalla data di presentazione della Scia. Se sono presenti dei vincoli di tipo ambientale, paesaggistico o culturale, bisogna invece aspettare che arrivi l'autorizzazione dell'ente competente alla tutela del vincolo (Soprintendenza, Parco, ecc.).

La procedura

Il Comune ha 60 giorni a disposizione. Se, in quell'arco di tempo, l'Ente accerta la mancanza di conformità alla legge o ai regolamenti, adotta "motivati" provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività, oltre che di rimozione dei suoi eventuali effetti dannosi.

Per evitare lo stop ai lavori o la rimozione dei manufatti, il proprietario deve conformare le opere alla normativa vigente, se ciò è possibile, entro un termine fissato dal Comune, che è in ogni caso superiore a 30 giorni.

Passati 60 giorni dalla presentazione della Scia, il Comune può intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l'ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale.

Per approfondire