Informativa

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviare a te pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualsiasi suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

22 OTT
Almanacco
Registrati

La procedura di sfratto

Casa In questo Canale:

La procedura di sfratto

A proposito di:

Quando il proprietario di un immobile avvia la procedura di sfratto, avviene normalmente che il giudice conceda all'inquilino un rinvio, da 6 mesi a un anno. Successivamente, è possibile chiedere un'ulteriore proroga al giudice, che decide tenendo conto della situazione specifica

Quando il giudice convalida lo sfratto, in genere concede un rinvio - da sei mesi ad un anno - rispetto alla scadenza contrattuale.

L'atto di precetto

Durante i periodi di rinvio, il canone aumenta per legge del 20 per cento. Se l'inquilino non paga la maggiorazione, e diventa quindi moroso, rischia di accelerare i tempi del rilascio. Dopo il primo rinvio, il proprietario notifica tramite l'ufficiale giudiziario l'atto di precetto, nel quale si chiede all'inquilino di liberare l'appartamento entro 10 giorni. Nell'atto di precetto devono risultare:

  • gli estremi di registrazione del contratto di locazione; gli estremi dell'ultima denuncia Ici;
  • gli estremi delle ricevute di versamento dell'Ici relative all'anno precedente;
  • gli estremi dell'ultima dichiarazione dei redditi, nella quale il reddito derivante dal contratto è stato dichiarato.

Nel caso in cui questi non fossero in regola con il fisco, l'inquilino può opporsi allo sfratto.

La proroga

Trascorsi 10 giorni, il legale della proprietà deposita la richiesta di esecuzione dello sfratto presso gli ufficiali giudiziari. L'inquilino sotto sfratto può però chiedere un ultima proroga al giudice, che decide tenendo conto della situazione specifica. Di norma la proroga non può superare 6 mesi, che diventano 18 nei casi di disagio tutelati dalla legge: famiglie con più di 5 figli; anziani con oltre 65 anni; disoccupati, cassintegrati o lavoratori in mobilità; malati terminali o portatori di handicap; se l'inquilino è prenotatario di un appartamento in cooperativa; se l'inquilino prova di essere in attesa di un appartamento in costruzione o di un alloggio formalmente assegnato di edilizia residenziale pubblica o di enti previdenziali o assicurativi.

Nella domanda, che va presentata alla cancelleria dell'Ufficio esecuzioni immobiliari o graduazione sfratti del Tribunale civile, si deve chiedere la fissazione di una nuova data dell'esecuzione del rilascio, ai sensi dell'articolo 6 della legge numero 431 del 9 dicembre 1998. È bene conservarne una copia da esibire all'ufficiale giudiziario che si presenta ad eseguire lo sfratto. Alla domanda vanno allegati i seguenti certificati:

  • provvedimento di sfratto;
  • stato di famiglia;
  • redditi di tutti i componenti del nucleo familiare;
  • modelli dell'ufficio di collocamento, per cassintegrati e disoccupati;
  • scheda di mobilità, per gli iscritti alle liste di mobilità;
  • documentazione comprovante l'assegnazione di un alloggio da parte del Comune o di pubblica proprietà, di un ente previdenziale o assicurazione;
  • rogito notarile o compromesso di acquisto di abitazione in costruzione;
  • certificato di portatore di handicap, con specificata diagnosi e percentuale di invalidità;
  • certificati medici e cartelle cliniche.

Per altri chiarimenti ci si può rivolgere al Sicet e agli altri sindacati inquilini che hanno stipulato convenzioni per l'assistenza legale a tariffe agevolate.