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18 OTT
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Il prestito vitalizio ipotecario

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Il prestito vitalizio ipotecario

A proposito di:

Il prestito vitalizio ipotecario è una forma di finanziamento senza rate che consente alle persone con più di 65 anni di ottenere denaro liquido ipotecando l’immobile posseduto, tutelando gli eredi rispetto a formule come la nuda proprietà

​​​​Il prestito vitalizio ipotecario è una particolare forma di finanziamento senza rate che consente alle persone con età minima di 65 anni, se proprietarie di immobili, di ottenere denaro liquido ipotecando una parte dell’immobile posseduto.​


Nato in Gran Bretagna nel 1999 e poi diffusosi in tutto il mondo anglosassone, il prestito vitalizio ipotecario è stato introdotto in Italia nel 2005 e recentemente modificato​ per essere personalizzato in base alle esigenze dei contraenti​​​​​​​​​.


La formula costituisce un’alternativa alla nuda proprietà, la quale consente alla persona anziana di ricevere denaro mentre è in vit​a, sfruttando il possesso della propria casa, ma privando eventuali eredi di qualsiasi diritto su quella proprietà.


Come funziona

Il prestito vitalizio è un finanziamento a lungo termine assistito da ipoteca di primo grado (cioè emessa per prima rispetto a eventuali altre) sull'immobile di residenza. Il finanziamento è ideato in modo tale da non prevedere rimborsi di alcun tipo, nemmeno per gli interessi, fino alla morte del contraente, il coniuge più longevo in caso il prestito sia cointestato ad una coppia over 60​​. Cioè non è necessario pagare alcuna rata per tutta la durata del prestito.


Il rimborso è a carico degli eredi, a meno di rimborso volontario anticipato da parte del sottoscrittore, e può essere effettuato in due diverse modalità:

  • in un'unica soluzione;
  • attraverso una ratealizzazione del prestito.

Nell'eventualità che, invece, volessero procedere con la vendita della casa, la stessa deve essere effettuata entro i 12 mesi successivi alla scomparsa del più longevo dei contraenti per risarcire il soggetto finanziatore. Se il ​ ricavato della vendita dovesse essere superiore a quello del prestito, gli eredi sono tenuti a rimborsare esclusivamente la somma iniziale, trattenendo la differenza. Sono autorizzati ad erogare il finanziamento sia banche che finanziarie regolarmente iscritte nei rispettivi registri pubblici.


L'importo del prestito è gene​​ralmente compreso tra un minimo del 15 per cento ed un massimo del 50 per cento del valore dell'immobile, in base all'età del mutuatario (più è alta, maggiore è l'importo del finanziamento) e al valore dell'immobile; quest’ultimo viene di solito determinato con una perizia realizzata su indicazione del soggetto finanziatore.​​​​​ L'imposta sostitutiva prevista, in questo caso, è agevolata e fissata allo 0,25 per cento.

    
Rischi del prestito vitalizio

La sottoscrizione del prestito vitalizio ipotecario comporta innanzi tutto alcuni forti vincoli. Infatti, oltre a dover essere mantenuto in buono stato, l'immobile non può essere:

  • ​​​ venduto;
  • soggetto a modifiche sostanziali;
  • affittato.

Nel caso in cui anche uno solo di questi vincoli non dovesse essere rispettato, il finanziatore può richiedere la vendita immediata dell'immobile o il rimborso del prestito in un'unica soluzione.

Interessi: capitalizzazione semplice o composta?

La normativa sul prestito vitalizio, è stato deciso di non mettere gli eredi davanti a un'eventuale restituzione di capitale superiore al valore commerciale dell'immobile al momento della successione.

La garanzia è stata resa indispensabile dalla capitalizzazione composta degli interessi, ovvero il sommarsi degli interessi maturati anno dopo anno al capitale, dando origine a nuovi interessi. Per ovviare al problema, la legge ha previsto la possibilità di rimborso anticipato tutte le spese e gli interessi previsti, godendo dei vantaggi della capitalizzazione semplice.

Prestito vitalizio ipotecario: il futuro

​Per il 2016 è previsto un ​ampliamento del ventaglio di soggetti che possono accedere al prestito vitalizio ipotecario: è atteso infatti per la fine del 2015 un decreto che abbassa l'età minima per la richiesta a 60 anni, diminuendo di fatto di 5 anni il minimo.

Anche l'estinzione anticipata del prestito è annoverata tra le modifiche alla misura attuale, con la possibilità di trasferire o vendere i diritti reali sull'immobile per il quale è stato erogato il finanziamento.