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13 DIC
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Mutuo, quale scegliere tra tasso fisso e variabile

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Mutuo, quale scegliere tra tasso fisso e variabile

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Tasso fisso o tasso variabile? È la domanda che si pongono tutti coloro che sottoscrivono il mutuo, perché ciascuna delle due opzioni presenta vantaggi e svantaggi. In realtà, le possibilità sono numerose: l'importante è scegliere quella più adatta alle proprie esigenze

​​​Nella scelta del mutuo per l'acquisto della casa la prima decisione da prendere, forse la più importante, è il tipo di tasso di interesse da applicare al finanziamento. Possiamo distinguere varie categorie. Vediamo in dettaglio quali sono le loro caratteristiche.

Mutuo a tasso fisso
Il tasso del finanziamento sarà determinato al momento della firma del contratto e non varierà per tutta la durata del prestito. Le rate saranno tutte dello stesso importo fino a scadenza. È la soluzione migliore per chi non vuole sorprese e vuole programmare in anticipo quale sarà l’entità esatta del debito.

Mutuo a tasso variabile
Il tasso è normalmente "ancorato" all’Euribor, un indice di riferimento del mercato finanziario e monetario. A questo parametro viene aggiunto il guadagno della banca, lo spread, che oscilla tra l’1% e il 3%. L’importo dei primi pagamenti risulta generalmente più contenuto rispetto a quello di un mutuo a tasso fisso.

Mutuo a tasso misto
È la soluzione adatta a chi non vuole prendere da subito una decisione definitiva. Questi mutui danno la possibilità di modificare il tasso (fisso o variabile) alle scadenze e alle condizioni stabilite nel contratto.

Mutuo tasso Capped Rate (CAP)
Detto anche CAP, è un mutuo a tasso variabile con un tetto massimo predeterminato, oltre il quale il tasso d’interesse non potrà mai salire. Lo spread applicato è normalmente più alto rispetto ad un mutuo variabile tradizionale.

Mutuo a tasso bilanciato
Chiamato anche mix, è composto da una parte a tasso fisso e una a tasso variabile. Ad esempio, il 30 dell'importo del mutuo è calcolato a tasso fisso, e il 70 per cento a tasso variabile o viceversa; 50 per cento fisso, 50 per cento variabile, etc. Questo tipo di mutuo accontenta anche chi non ha una particolare preferenza e vuole coniugare i vantaggi del tasso fisso con quelli del variabile.

Mutuo variabile a tasso costante
La variazione del tasso incide sulla durata e non sull'importo della rata mensile, che rimane sempre la stessa. Naturalmente se i tassi crescono si allungano i tempi di restituzione.  

Mutuo a rata crescente
Questa formula prevede rate iniziali più basse rispetto a quelle di mercato. Per questo motivo è l'ideale per le giovani coppie che hanno uno stipendio basso, ma ottime prospettive di carriera.  

Mutuo con la polizza
Insieme al mutuo, sempre più spesso, i mutuatari stipulano anche una polizza sulla vita. Il costo della polizza - detratto dall'importo del mutuo o finanziato separatamente - è pagato in aggiunta alla rata mensile. Il vantaggio per i mutuatari è che in caso dimorte, invalidità permanente, o perdita del lavoro (alcune polizze prevedono anche questa opzione) l'assicurazione rimborserà alla banca l'importo residuo del mutuo, senza altri impegni finanziari per la famiglia.

Mutuo flessibile
In questo caso gli interessi sono pagati in maniera regolare, mentre il capitale è restituito con una certa flessibilità, ad esempio di anno in anno in concomitanza con entrate straordinarie. È una formula particolarmente adatta a lavoratori autonomi e professionisti.