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12 DIC
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Glossario degli affitti

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Glossario degli affitti

A proposito di:

Da "affittuario" a "usi diversi", tutte le parole che contano per orientarsi tra i diversi tipi di contratto d'affitto e per conoscere le casistiche più importanti, sia dal punto di vista del proprietario, sia da quello dell'affittuario
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Affittuario: vedi Inquilino.


Aliquota: quota percentuale di reddito da affitto da versare come imposta ai fini Irpef.


Canone: il compenso che l'inquilino paga al locatore. Nei contratti viene indicato l'affitto annuale, ma di norma il pagamento avviene secondo rate mensili, salvo diverso accordo.


Cauzione: è la somma che l'inquilino versa al locatore ad inizio contratto e che gli deve essere restituita alla riconsegna dell'appartamento. Il locatore può trattenere solo il corrispettivo di eventuali danni causati dall'inquilino o di canoni non pagati.


Cedolare secca: aliquota di tassazione fissa sui redditi da locazioni. È applicabile, a scelta del proprietario, sia ai contratti a canone libero (21 per cento) che calmierato (19 per cento). Per poterne usufruire, i locatori devono esercitare la relativa opzione. In tal caso, l'aliquota fissa, che si applica al reddito imponibile ai fini Irpef, sostituisce diverse altre imposte, come le addizionali Irpef, l'imposta di registro e l'imosta di bollo.


Conduttore: vedi Inquilino.


Contratto a canone libero: una delle nuove formule contrattuali introdotte dalla riforma degli affitti. Il canone è libero, ma la durata minima è di 4 anni più 4.


Contratto d'affitto: l'accordo che regola il rapporto di locazione tra proprietario e inquilino. Secondo la riforma delle locazioni, deve essere obbligatoriamente in forma scritta, tranne per quelli vigenti al 30 dicembre 1998.


Contratto a canone calmierato: è l'altro binario della riforma degli affitti. I contratti standard e i canoni sono concordati tra le associazioni di proprietari e degli inquilini. La durata minima è di 3 anni più 2. Il fisco premia questi contratti con una serie di incentivi.


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Deposito cauzionale: vedi "Cauzione".


Disdetta: la comunicazione con la quale si avvisa di non voler proseguire il contratto oltre la data di scadenza. Questa deve avvenire tramite raccomandata a/r.


Equo canone: contratto d'affitto ad uso abitativo regolato dalla legge 392/78. La durata è di 4 anni. Il canone è quello determinato per legge secondo coefficienti e tabelle che tengono conto delle caratteristiche dell'immobile.

Foresteria: la vera foresteria è un appartamento affittato da una ditta per ospitare dipendenti e collaboratori di passaggio, per brevi periodi. La foresteria simulata, invece, è una copertura per evitare un regolare contratto d'affitto abitativo, che darebbe maggiori garanzie all'inquilino.


Giudice: il magistrato al quale rivolgersi per le cause di sfratto è il giudice unico, che ha preso il posto del pretore.


Graduazione degli sfratti: il sistema che consentiva di rimandare l'esecuzione materiale degli sfratti nelle città e nelle aree metropolitane ad alta tensione abitativa o in calamità naturale.


Immobile: con questo termine si può indicare un singolo appartamento così come un intero palazzo.


Inquilino: colui che prende una casa in affitto.

Istat: l'Istituto nazionale di statistica determina ogni mese la variazione annuale dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. La variazione Istat, ridotta al 75%, viene utilizzata per aggiornare ogni anno il canone d'affitto dei contratti ad Equo canone e nei Patti in deroga. La riforma delle locazioni non specifica la misura dell'aggiornamento nei nuovi contratti.


Locatario: è l'inquilino. Da non confondere con "locatore".


Locatore: colui che dà una casa in affitto. Di norma è il proprietario, ma può anche essere chi possiede l'abitazione ad altro titolo, ad esempio in usufrutto.


Locazione: vuol dire "affitto".


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Oneri accessori: sono le spese di gestione che si aggiungono al canone d'affitto, come ad esempio le riparazioni in casa, le rate del condominio, quelle del riscaldamento.


Patti in deroga: contratto di locazione regolato dalla legge 359/92, art. 11. Rispetto all'Equo canone, consente di derogare al canone vincolato, lasciando la determinazione dell'importo alla libera contrattazione fra le parti. In cambio, il locatore rinuncia alla possibilità di dare la disdetta alla prima scadenza contrattuale, salvo casi di necessità. Deroghe a parte, i "patti" seguono molte delle regole di base della legge 392/78 sull'Equo canone.


Primo canale: i contratti a canone libero previsti dalla riforma (legge 431/98).


Registrazione del contratto: obbligatoria per gli affitti superiori al mese, la registrazione va fatta entro 20 giorni dalla firma. Consiste nel depositare copia del contratti presso l'Ufficio del registro e pagare la relativa imposta (dovuta al momento della registrazione e poi per ogni anno di contratto).


Riforma delle locazioni: è la legge 431/98, che ha mandato in soffitta quelle sull'Equo canone e sui Patti in deroga. Gli obiettivi fondamentali della riforma sono: lotta agli affitti in nero; raffreddamento del "caro locazioni" con incentivi fiscali a chi affitta a canone calmierato; maggiori garanzie al locatore che vuol avere indietro la casa a fine contratto senza attendere molti anni per lo sfratto.


Secondo canale: i contratti a canone calmierato previsti dalla riforma.


Transitori: sono i contratti, previsti dalla riforma, per esigenze transitorie dell'inquilino e del locatore, e per gli studenti universitari fuori sede.


Usi diversi: gli usi di un immobile diversi da quello di abitazione. Sono, in pratica, gli affitti di negozi, uffici, e così via. Seguono regole specifiche e non sono toccati dalla riforma delle locazioni abitative.


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