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12 DIC
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L'inquilino e lo sfratto

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L'inquilino e lo sfratto

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Ecco cosa deve fare un inquilino che, essendo sottoposto a procedura di sfratto, intenda beneficiare di tutte le tutele concesse dalla legge, in termine di proroghe, la cui durata aumenta per categorie particolarmente svantaggiate

Nei Comuni ad alta densità abitativa e nei capoluoghi di provincia, per gli sfratti per finita locazione, è previsto che l'inquilino possa richiedere al magistrato di fissare nuovamente il termine di rilascio, concedendo una proroga, che normalmente non può superare i sei mesi.

È prevista un’eccezione per anziani ultrasessantacinquenni, handicappati, disoccupati e cassaintegrati: in questo caso la proroga può arrivare a diciotto mesi.

L’inquilino deve allegare all’istanza ogni documento utile ai fini della valutazione del suo stato di bisogno e di necessità della proroga. La data indicata dal giudice non è prorogabile nei casi di necessità, morosità e inadempienza contrattuale.

Esauriti tutti i termini di proroga, se l'inquilino non riconsegna l'immobile, il proprietario ha diritto ad eseguire il provvedimento ricorrendo alla forza pubblica. Tuttavia, la legge prevede che possano eseguire gli sfratti soltanto i proprietari che siano in regola con il fisco.

L’inquilino può dunque fare ricorso al giudice, dimostrando l’eventuale irregolarità anche nei casi di sfratti per necessità, morosità o inadempienza contrattuale.