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24 SET
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Iuc, Imu, Tasi, Tari: le tasse comunali sulla casa

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Iuc, Imu, Tasi, Tari: le tasse comunali sulla casa

A proposito di:

tasse sulla casa
Iuc, Imposta Unica Comunale, è la sigla che accomuna le diverse imposte comunali sulla casa - Imu, Tari e Tasi – sulle quali non è facile avere le ide chiare. Ecco quali sono i punti in comune e le differenze delle varie imposte, chi le deve pagare e quando
  • ​​​​​​Con questa guida pratica di permetteremo di avere una visione complessiva delle tasse comunali sugli immobili, attualmente differenziate in tre diverse imposte – Imu, Tari e Tasi – ma inglobate sotto la denominazione comune di Iuc, Imposta Unica Comunale.

    Le tre componenti non si escludono ma si sommano fra loro e non abrogano o sostituiscono eventuali altre imposte locali.

  • I punti in comune

    Caratteristica comune alle tre imposte è quella di lasciare ampia autonomia al Comune nel determinarne sia le caratteristiche sia le modalità di pagamento, ed in particolare:

    • le aliquote;
    • le eventuale detrazioni e riduzioni;
    • le date entro le quali dovranno essere eseguiti i versamenti;
    • i minimi annuali sotto i quali l’imposta non è dovuta.

    Le varie componenti della Iuc fanno sempre riferimento all’anno solare, cioè si pagano per il periodo che va dal 1 gennaio al 31 dicembre.

    L’attività di accertamento spetta al Comune e può avvenire mediante l’invio di questionari o ispezioni da parte di personale autorizzato, con preavviso di almeno 7 giorni, e spetta al Comune stesso.

  • Le differenze

    Dal momento che stiamo parlando di tre imposte diverse che riguardano lo stesso bene, cioè l’immobile, è opportuno chiarirne subito le differenze, a partire dallo scopo che ognuna di esse permette di perseguire:

    • la Tasi serve a sostenere le spese dei Comuni per i servizi cosiddetti “indivisibili”, quelli di cui usufruiscono tutti i residenti del comune, come ad esempio l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la sicurezza, l’anagrafe, ecc.;
    • la Tari serve a sostenere le spese dei Comuni per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti;
    • l’Imu serve a finanziare i Comuni per l’insieme dei servizi che offrono, senza destinazioni predefinite.

  • Chi deve pagare

    Dalle diverse finalità delle tre imposte deriva il fatto che non vanno pagate tutte dal proprietario dell’immobile. L’onere dello smaltimento rifiuti, ad esempio, è inevitabilmente a carico di chi i rifiuti li produce, cioè chi abita nell’immobile in questione.

    Ecco a chi spetta il pagamento delle diverse imposte:

    • la Tasi devono pagarla sia il proprietario che il detentore dell’immobile, secondo aliquote e quote stabilite da ogni singolo comune;
    • la Tari deve pagarla chi utilizza a qualsiasi titolo (proprietario, locatario, e..) l’immobile che produce i rifiuti urbani per i quali opera il servizio di raccolta e smaltimento;
    • l’Imu devono pagarla i proprietari degli immobili o chi esercita su di essi un diritto reale, come il diritto d’abitazione o d’uso; è il caso ad esempio dell’ex casa coniugale il cui diritto d’uso viene concesso dal giudice al coniuge separato e/o divorziato, a condizione che questi vi dimori abitualmente e abbia in essa la sua residenza; l’Imu non va pagata sugli immobili utilizzati come abitazione principale e sulle relative pertinenze.

  • Quanto si paga

    Ognuna delle tre imposte segue un proprio criterio, pur essendo unico il referente, cioè il Comune. Anche la base di calcolo non è la stessa.

    • Per la Tasi, ogni Comune stabilisce le aliquote in base ai servizi indivisibili che prevede di sostenere nell’anno. Per ogni tipologia di immobile viene definita l’aliquota e le quote che spettano, rispettivamente, al proprietario e a chi abita l’immobile, se si tratta di soggetti diversi. Tali aliquote hanno una soglia massima in relazione all’Imu: per il 2015 Tasi e Imu insieme non possono superare l’aliquota del 10,6 per mille (11,4 per mille con la maggiorazione) sugli immobili diversi dalle abitazioni principali e del 3,3 per mille sulle abitazioni principali, salvo quelle di alto pregio (categorie A1, A8 e A9) che possono essere assoggettate all’aliquota massima del 6 per mille complessiva.
    • Per la Tari ogni Comune stabilisce le proprie tariffe in base ai costi reali della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Se è dotato di un sistema che lo consente, può applicare una tariffa in base ai rifiuti effettivamente prodotti.
    • Per l’Imu ogni Comune stabilisce autonomamente le proprie aliquote, nell’ambito dei massimali fissati per legge. Rispetto alla regola per la quale sono esentate solo le proprietà usate come abitazione principale, il singolo Comune può decidere di esentare le case possedute da anziani e disabili residenti in istituti di cura o ricovero, oppure possedute da cittadini italiani residenti all’estero, purché, in entrambi i casi, tali abitazioni non siano concesse in affitto.

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  • Come si calcolano

    Anche per il calcolo ognuna delle imposte segue una propria regola.

    • La Tasi si calcola in base alla rendita catastale rivalutata, applicando l’aliquota espressa in millesimi:

    Rendita catastale x 1,05 x 160 x aliquota / 1.000

    • La Tari si calcola in base alla superficie calpestabile dell’immobile e al numero di componenti del nucleo familiare che vi risiede. Il calcolo viene effettuato direttamente dal Comune e comunicato al contribuente, che deve solo pagare il bollettino che riceve a domicilio.
    • L’Imu segue lo stesso criterio di calcolo già descritto per la Tasi.

  • Le detrazioni

    Per tutte e tre le tipologie, ogni Comune può definire riduzioni di imposta o agevolazioni per particolari situazioni soggettive, ad esempio a favore di alcune tipologie di nuclei familiari. È molto probabile che i Comuni adottino l’Isee per riconoscere agevolazioni ai nuclei che si trovano in condizioni di disagio economico.

    Per l’Imu, il Comune può definire una detrazione dall’imposta dovuta (anche fino all’ammontare dell’imposta stessa) per le abitazioni principali di categoria A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi storici), cioè per quelle categorie di abitazioni principali per le quali è stato mantenuto l’obbligo di pagare l’Imu.

  • Quando e come si paga

    Le scadenze per il pagamento di Tasi, Tari e Imu vengono decise autonomamente da ciascun Comune, anche se seguono alcune regole comuni.

    • Per la Tasi la regola che i Comuni devono seguire è quella di prevedere almeno due rate semestrali (tipicamente il 16 giugno e il 16 dicembre), pur concedendo al cittadino di pagare in un’unica soluzione entro il 16 giugno.
    • La Tari può essere pagata dilazionando in un minimo di due fino a un massimo di quattro rate, le cui scadenze vengono fissate da un’apposita delibera comunale.
    • L’Imu si continua a pagare in due rate, entro il 16 giugno e il 16 dicembre.

    Tutti i pagamenti possono esser effettuati tramite bollettino di conto corrente postale o modello F24.

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