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19 OTT
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Riccometro, si cambia: così funziona il nuovo Isee

Assistenza Sociale In questo Canale:

Riccometro, si cambia: così funziona il nuovo Isee

A proposito di:

famiglia
L'isee, o riccometro, è cambiato per adeguarsi alla molteplicità delle situazioni a cui si applica, ma soprattutto per smascherare i 'finti poveri', cioè chi pretende di ottnere prestazioni sociali agevolate senza averne diritto e omettendo di dire tutta la verità. Ecco il nuovo meccanismo

Il nuovo Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) ha debuttato dal 1° gennaio 2015. Lo scopo della riforma è stato quello di migliorare l'equità sociale di questo strumento, riconoscendo le agevolazioni a chi ne ha un bisogno effettivo e contrastando gli abusi. I dati del Ministero del Lavoro indicano ad esempio che l'80 per cento dei nuclei familiari dichiara di non possedere neanche un conto corrente o libretto di risparmio, un numero che contrasta di molto coi dati pubblicati dalla Banca d'Italia.

Le principali novità
  1. Solo una parte dei dati utili per il calcolo dell'Isee può essere autocertificata. Ora i dati fiscali più importanti – ad esempio, il reddito complessivo – e i dati relativi alle prestazioni ricevute dall'Inps vengono compilati direttamente dal'Inps stesso, interrogando i propri archivi e quelli dell'Agenzia delle Entrate. Il patrimonio mobiliare (conti correnti, titoli, ecc.) viene controllato direttamente.
  2. Dal momento che la condizione economica delle persone può cambiare anche rapidamente, è stata introdotta la possibilità di calcolare un Isee "corrente", riferito cioè ad un periodo di tempo più ravvicinato, in caso di variazioni superiori al 25 per cento dell'indicatore dovute a variazioni della situazione lavorativa, quali: risoluzione, sospensione o riduzione dell'attività lavorativa dei lavoratori a tempo indeterminato; mancato rinnovo contratto di lavoro a tempo determinato o contratti di lavoro atipico; cessazione di attività per i lavoratori autonomi.
  3. Viene adottata una definizione ampia di reddito, in cui vengono inclusi – a fianco del reddito complessivo ai fini Irpef – tutti i redditi tassati con regimi sostitutivi o a titolo di imposta (ad esempio contribuenti minimi, cedolare secca sugli affitti, premi di produttività, ecc.); tutti i redditi esenti e quindi anche tutti i trasferimenti monetari ottenuti dalla Pubblica Amministrazione (assegni al nucleo familiare, pensioni di invalidità, assegno sociale, indennità di accompagnamento, ecc.); i redditi figurativi degli immobili non locati e delle attività mobiliari.
  4. Viene dato maggiore peso al possesso di immobili, considerando il loro valore rivalutato ai fini Imu (anziché Ici) e viene considerato anche il patrimonio all'estero. Per chi sta pagando un mutuo, viene considerato solo il valore dell'immobile che eccede l'importo del mutuo. Se si tratta di prima casa, viene sottratta una franchigia di 52.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo.
  5. Vengono introdotte correzioni per tenere conto delle situazioni più difficili: il reddito da lavoro dipendente viene decurtato del 20 per cento (fino a un massimo di 3.000 euro); la stessa detrazione vale anche per pensioni e trattamenti assistenziali, previdenziali e di indennità; viene aumentata da 5.165 a 7.000 euro l'anno la spesa massima per l'affitto che si può portare in deduzione (più 500 euro per ogni figlio convivente dal terzo in poi); vengono riconosciuti maggiori vantaggi alle famiglie con persone con disabilità, distinguendo tra i vari tipi di disabilità.
  6. Vengono maggiormente favorite le famiglie numerose: per tenere in particolare considerazione i figli successivi al secondo, la scala di equivalenza base viene  maggiorata di un ammontare crescente al crescere del numero dei figli da tre in poi.

Inoltre, per i conti correnti bancari e postali, non fa più fede l'entità al 31 dicembre dell'anno precedente, ma una "giacenza media" gior​​​naliera. Un dato non facile da ricavare, ma che è possibile richiedere alla propria banca o alle Poste. Le carte prepagate di tutti i tipi vanno incluse nel conteggio.

Sei tipologie

Un'altra novità è che l'Isee non sarà più uguale per tutti. Con il nuovo modello si può presentare una dichiarazione "mini", che riguarda la maggior parte dei contribuenti, oppure uno degli altri cinque nuovi modelli, in base al caso specifico:

  • l'Isee università;
  • l'Isee sociosanitario;
  • l'Isee sociosanitario - residenze (per le prestazioni residenziali presso le strutture socio-sanitarie assistenziali);;
  • l'Isee minorenni con genitori non coniugati e non conviventi;
  • l'Isee corrente (per aggiornare l'Isee in caso di variazioni).​