Informativa

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviare a te pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualsiasi suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

21 GEN
Almanacco
Registrati

Guida completa all’Isee

Assistenza Sociale In questo Canale:

Guida completa all’Isee

A proposito di:

famiglia isee
Tutto quello che devi sapere sull'Isee, Indicatore della situazione economica equivalente, uno strumento sempre più utilizzato dallo Stato e dagli Enti pubblici locali per sapere chi ha diritto veramente ai vari tipi di agevolazioni basate sul reddito
  • ​​​​​​​​​​L’Isee, Indicatore della situazione economica equivalente, è uno strumento che permette allo Stato di misurare l’effettiva condizione economica delle famiglie, e di conseguenza determinare chi ha effettivamente diritto a prestazioni sociali agevolate, esenzioni e agevolazioni tariffarie in vari ambiti.

    Il valore dell’Isee si basa sul calcolo di un indicatore che tiene conto non solo del reddito, ma anche del patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche del nucleo familiare.

    L’ultima riforma dell’Isee, in vigore dal 1° gennaio 2015, ha introdotto modifiche per rendere più equo il calcolo, aumentando il peso del patrimonio immobiliare, sia in Italia sia all’estero, e tenendo in maggiore conto i carichi famigliari derivanti da figli successivi al primo e da persone disabili a carico. Inoltre è stata introdotta una differenziazione dell’indicatore per le diverse tipologie di prestazioni.

  • La Dichiarazione Sostitutiva Unic​​​​a (Dsu)

    Chi intende utilizzare l’Isee per usufruire di agevolazioni per prestazioni o servizi erogati da enti pubblici, deve presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica, un’autocertificazione attraverso la quale il cittadino si assume la responsabilità, anche penale, di quanto dichiarato.

    La Dichiarazione Sostitutiva Unica può essere presentata:

    • all’ente che fornisce la prestazione sociale agevolata;
    • al Comune;
    • ad un Centro di Assistenza Fiscale (Caf);
    • all’Inps, ma solo tramite il sito dell’ente (www.inps.it), nella sezione “Servizi Online”, dopo essersi dotati di apposito PIN valido per tutti i servizi online dell’Inps.

    È possibile presentare la dichiarazione in qualsiasi momento dell’anno. La dichiarazione ha validità di un anno dalla data di sottoscrizione.

    Qualora nel corso dell’anno di validità vi siano mutamenti delle condizioni familiari ed economiche del nucleo familiare, il dichiarante può aggiornare o modificare i dati contenuti nella Dsu già presentata, presentandone direttamente una nuova.

    La dichiarazione si compone di un modello base e da un numero di fogli allegati pari al numero dei componenti il nucleo familiare.

    Il nucleo familiare da indicare deve essere quello esistente al momento della presentazione della dichiarazione.

  • La procedura​​

    Ecco quali sono i tempi e la sequenza per la certificazione dell’Isee:

    1. Il cittadino presenta la Dsu a uno degli enti accreditati (v. pag. precedente)
    2. L’ente rilascia un’attestazione per l’avvenuta presentazione.
    3. Entro 10 giorni i dati dichiarati vengono trasmessi al sistema informativo dell’Inps. Quest’ultimo verifica che non ci siano difformità acquisendo dati dall’anagrafe tributaria e dall’Agenzia delle Entrate.
    4. L’Inps rende disponibile al cittadino – direttamente o tramite l’Ente dove è stata presentata la dichiarazione – un’attestazione che riporta i dati che sono stati acquisiti ed il valore dell’Isee. L’attestazione potrà poi essere utilizzata da qualunque componente il nucleo familiare per richiedere le prestazioni e agevolazioni di cui necessita.
    5. Se dopo 15 giorni lavorativi dalla dichiarazione il cittadino non riceve l’attestazione dall’Inps, può autodichiarare tutte le informazioni e ottenere una dichiarazione Isee temporanea.
    6. Se l’Inps ha rilevato difformità rispetto ai dati in proprio possesso, il cittadino può presentare una nuova Dsu, oppure gli enti erogatori dei servizi possono richiedere documenti integrativi

  • Le informazioni richieste​

    Ecco in sintesi le principali informazioni che concorrono al calcolo dell’Isee:

    • composizione del nucleo familiare;
    • redditi Irpef di tutti i componenti il nucleo familiare;
    • valore dei fabbricati e dei terreni ai fini Imu di ogni componente del nucleo familiare;
    • depositi bancari e conti correnti;
    • titoli di stato (Bot, Cct, ecc.) ed equiparati;
    • partecipazioni azionarie in società sia quotate sia non quotate.

  • I riferimenti te​​​mporali

    È importante sapere a quale momento riferire le diverse informazioni fornite al momento della dichiarazione:

    • il nucleo familiare deve essere quello esistente al momento della presentazione della dichiarazione, ricordando che ogni soggetto può appartenere a un solo nucleo familiare;
    • il reddito, per qualsiasi componente del nucleo familiare, deve essere quello indicato nell’ultima dichiarazione presentata ai fini Irpef;
    • il patrimonio mobiliare ed immobiliare deve corrispondere alla "giacenza media" dell'ultimo anno, un dato che può essere richiesto alla propria banca.

    Se la condizione economica è cambiata, si può calcolare un Isee "corrente", riferito cioè ad un periodo di tempo più ravvicinato, in caso di variazioni superiori al 25 per cento dell'indicatore dovute a variazioni della situazione lavorativa.

  • Il calcolo​

    Il calcolo dell’Isee è piuttosto complesso ma non spetta al cittadino, il quale è tenuto solo a presentare la dichiarazione fornendo tutti i dati richiesti. L’inps fornisce in ogni caso un semplice servizio online, in questa pagina, di simulazione dell’Isee sulla base dei dati principali.

    Il calcolo si basa sui seguenti fattori:

    • il reddito del nucleo familiare ricavato dai modelli Unico e/o 730;
    • il patrimonio mobiliare (depositi, titoli e azioni) e immobiliare (case e terreni);
    • la composizione del nucleo familiare.

    Viene prima calcolato l’indicatore della situazione reddituale (Isr), composto dalla somma dei seguenti valori:

    • redditi di tutti i soggetti che compongono il nucleo familiare;
    • reddito figurativo delle attività finanziarie, calcolato applicando, a tutto il patrimonio mobiliare, il tasso di rendimento medio annuo dei titoli decennali del Tesoro;
    • in caso di famiglia che vive in una casa in affitto, purché vi sia un regolare contratto, si sottrae il canone annuo di locazione, fino ad un ammontare massimo di € 5.164,57.

    Poi si calcola l’indicatore della situazione patrimoniale (Isp), composto dalla somma del valore Imu di tutti i fabbricati e terreni (meno il valore dell’abitazione principale, o di un eventuale mutuo residuo) e del valore di tutto il patrimonio mobiliare (meno una franchigia di 15.493,71 euro).

    Dalla somma di Isr e Isp si ottiene un valore parziale, l’indicatore della situazione economica (Ise).

    L’Isee viene infine ricavato dall’Ise tenendo conto della composizione del nucleo familiare (numero di figli, eventuale presenza di persone disabili, genitori soli, ecc.).

  • I controlli​

    A differenza di quanto avveniva in passato, l’attuale meccanismo dell’Isee scoraggia i “finti poveri”, mettendo in atto un doppio controllo da parte dello Stato dei dati dichiarati dal contribuente.

    Quanto contenuto nella Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) viene controllato innanzi tutto dall’Inps, utilizzando i dati in suo possesso, quelli dell’Agenzia delle entrate (come ad esempio la dichiarazione dei redditi) e quelli di eventuali altre amministrazioni ritenute utili. L’Isee viene determinato sulla base di quanto auto dichiarato e dei controlli effettuati. In caso di difformità, il richiedente potrà presentare una nuova dichiarazione o fornire documenti a integrazione di quella già presentata.

    Un secondo tipo di controllo può essere effettuato dagli enti erogatori, quelli che forniscono le prestazioni per le quali il richiedente ha presentato l’Isee. A fronte di difformità tra l’autocertificazione e le verifiche scatta la segnalazione alla Guardia di Finanza.

  • La procedura onl​ine

    Per presentare la Dsu, il cittadino può usufruire della procedura online messa a disposizione dall’Inps tramite il proprio sito, all’indirizzo http://www.inps.it. Ecco come fare:

    • dalla home page, andare nella sezione Servizi Online e da lì nella sezione “Servizi per il cittadino”;
    • immettere le proprie credenziali (codice fiscale e PIN);
    • scegliere la voce “ISEE”;
    • nella sezione “Simulazione” è possibile simulare il valore Isee senza però valore legale;
    • per compilare la Dsu andare nella sezione “Acquisizione” e da lì immettere tutti i dati richiesti, fino a “Conferma Dichiarazione”;
    • qualora si riscontri un errore e si desideri correggere i dati presenti su una dichiarazione già confermata, è necessario andare invece nella sezione “Rettifica”;
    • andando in ogni momento nella sezione “Consultazione” è possibile prendere visione dell’attestazione e di tutte le dichiarazioni presentate.

    Per poter usufruire di tale procedura bisogna aver preventivamente ricevuto il PIN per l’accesso ai servizi Inps da parte di quest’ultimo.

  • Nucleo familiare​

    È molto importante capire cosa si intende esattamente per nucleo familiare, un ambito ben definito dalla legge. Il nucleo familiare, ai fini Isee, è composto da: dichiarante; coniuge; figli; altre persone presenti nello stato di famiglia; altre persone a carico ai fini Irpef.

    I coniugi che hanno la stessa residenza anagrafica, anche se risultano a carico ai fini Irpef di altre persone , fanno parte dello stesso nucleo familiare.

    Se i coniugi invece hanno diversa residenza anagrafica e sono a carico di altre persone, faranno comunque parte del medesimo nucleo familiare ma non a séstante, bensì identificato sulla base della famiglia anagrafica di uno dei coniugi, scelta di comune accordo come residenza familiare.

    I coniugi fanno sempre parte dello stesso nucleo familiare, anche quando non risultano nello stesso stato di famiglia, tranne che in caso di separazione legale o ci siano altri provvedimenti in corso riguardanti il divorzio o la patri a potestà.

    Il figlio minore di 18 anni, anche se risulta a carico ai fini Irpef di altre persone, fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale convive.

    I figli maggiorenni con redditi inferiori a una certa soglia anche se non conviventi fanno parte del nucleo familiare della persona di cui sono a carico

    Ai fini Isee ogni persona può appartenere solo ad un unico nucleo familiare.

  • Famiglie con disabili​

    L’Isee, nella sua ultima formulazione, tiene in particolare conto i casi di persone con disabilità. In particolare, le famiglie con componenti disabili hanno diritto a una franchigia di:

    • ​4mila euro (5.500 se il componente è minorenne) nel caso di disabilità media;
    • 5.500 euro (7.500 se minorenni) con disabilità grave;
    • fino a 7mila (9.500 se minorenni) per persone non autosufficienti.

    Per le persone non autosufficienti, inoltre, è ammessa la deduzione delle spese certificate per i collaboratori domestici e gli addetti all’assistenza personale, delle rette dovute per il ricovero presso strutture residenziali, e delle spese relative alla situazione di disabilità, certificate a fini fiscali (fino ad un massimo di 5mila euro).

    Per le prestazioni sociosanitarie per persone con disabilità, nel nucleo familiare del beneficiario si considerano esclusivamente il coniuge e i figli: la persona adulta, anche con disabilità, che vive con i propri genitori può pertanto fare nucleo a sé.

    Nel caso delle prestazioni residenziali (es. Rsa, case protette, ecc.), è possibile tenere conto della condizione economica anche dei figli del beneficiario non inclusi nel nucleo familiare.

  • Per effettuare il test devi avere effettuato l'accesso a Intrage: